Bentrovati all’ascolto del Grs Week. In studio, Patrizia Cupo.
Libri, inchieste, teatro, documentari, incontri pubblici, memoria civile.
A Lamezia Terme sta volgendo al termine la quindicesima edizione di Trame, il festival dei libri sulle mafie, quest’anno dedicato a un titolo netto: “Terra e Libertà”.
Fino a domenica 21 giugno, la città calabrese ospita sei giorni di appuntamenti dedicati al rapporto tra mafie, territori e libertà. Un programma che attraversa economia, lavoro, diritti, informazione, giustizia sociale e nuove forme del potere criminale.
Un festival nato in Calabria, ma diventato negli anni un riferimento nazionale per l’antimafia sociale e culturale. Non solo presentazioni di libri, ma un presidio pubblico, nelle piazze e nei luoghi della città, con giornalisti, magistrati, scrittori, amministratori, associazioni e cittadini.
Che cosa rappresenta oggi Trame per la Calabria e per il Paese? E da dove nasce il tema scelto per questa edizione? Ne parliamo con Nuccio Iovene, presidente della Fondazione Trame.
Trame negli anni ha allargato molto i suoi linguaggi: podcast, documentari, film, spettacoli, proiezioni, musica, mostre fotografiche. Strumenti diversi per leggere fenomeni criminali sempre più complessi, meno visibili, più radicati nell’economia e nelle relazioni sociali.
E proprio l’informazione resta uno dei fronti decisivi: raccontare le mafie significa difendere la libertà di stampa e sostenere chi indaga su poteri criminali, complicità e zone grigie. Sentiamo Giovanni Tizian, giornalista e direttore artistico di Trame.
Le mafie, intanto, cambiano.
Non scompaiono dai territori, ma si muovono dentro reti sempre più ampie: è una criminalità meno appariscente, ma capace di condizionare mercati, imprese, amministrazioni, lavoro e democrazia locale.
A parlarne, a Trame, sarà anche chi indaga direttamente la mafia e le sue evoluzioni. Tra loro, Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo – qui, in un suo recente intervento al Festival dell’economia di Trento.
Le mafie oggi non si leggono solo nei fatti di sangue, ma nei passaggi economici, nelle reti di relazione, nei pezzi di società che riescono a condizionare.
È anche da qui che passa il lavoro culturale di Trame: portare questi temi nello spazio pubblico, durante i giorni del festival, e renderli comprensibili anche fuori dagli addetti ai lavori.
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