Coronarivus, da Nord si attacca il Sud: il fallimento del “modello Lombardia”

 

 

Il coronavirus sembrava aver unito il Paese. In questa emergenza un filo lega il destino del Nord a quello del Sud, quello del contagio e della paura. La reazione emotiva dai balconi tra musica e balli ha visto esporre bandiere tricolori da Milano a Napoli. Per qualcuno, però, non è così. Non lo è per il professore Massimo Galli che nella trasmissione Carta Bianca è stato protagonista di una reazioni scomposta e quasi offensiva nei confronti di Paolo Ascierto, oncologo dell’Istituto Pascale di Napoli.

Secondo Galli la terapia scoperta dai ricercatori napoletani era già in uso a Bergamo e quindi nessun merito per il team di Ascierto. E come mai, va chiesto, quel medicinale non è stato condiviso con il resto d’Italia? In questo scontro esploso sui social ecco arrivare la fake news sui 249 medici assenteisti all’ospedale Carderelli: l’azienda sanitaria non solo ha smentito ma ha annunciato querele contro i principali quotidiani nazionali che come fonte si sono basati su un post di facebook.

Infine, ci pensa Salvini a svelare tutta l’ipocrisia di un ventennio di propaganda leghista anti-meridionale: “a Bergamo c’è bisogno di medici, il resto del Paese collabori”. Il modello lombardo della sanità, la regione locomotiva per l’economia, il cuore pulsante della finanza italiana sta implodendo clamorosamente e non si trova di meglio che spostare l’attenzione mediatica su Napoli e dintorni. Al tempo del coronavirus è il momento dell’unità per un Paese, ma per qualcuno “fratelli d’Italia” è solo il nome di un partito.

Giuseppe Manzo giornale radio sociale