[Intro: sono le voci di migliaia di americani scesi in piazza a Minneapolis dove l’Ice continua ad ammazzare cittadini inermi a sangue freddo: l’ultimo è l’infermiere Alex Pretty reo di registrare le operazioni della polizia di Trump con il cellulare. Questa è Ad Alta Velocità oggi 26 gennaio 2026: nello stesso giorno del 2015 Le Unità di Protezione Popolare Curde liberano dall’occupazione militare dell’ISIS la città di Kobane. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo ancora di democrazia in Occidente. Negli Stati Uniti siamo sull’orlo di una tensione civile interna con il rischio di una frattura tra due Paesi. Quello dei Maga di Trump, armati come la polizia Ice che continua ad ammazzare civili e fare rastrellamenti anti-migranti e dall’altra chi sta scendendo in piazza come a Minneapolis. Ma ci sono anche altre torsioni in Europa a partire dall’Italia con l’inasprimento delle pene di fronte ai fenomeni sociali, compresi i minorenni, e con i cittadini che sono sempre più sfiduciati anche dal voto con la metà ormai che non si reca più alle urne.
“Non siamo né negli Stati Uniti né nel 1914, quindi basta con questo stato di anticipazione del disastro. È normale avere preoccupazione, ma non paura. Usciamo convinti che abbiamo le idee e le proposte per rilanciare lo Stato come una casa di una società accettabile, giusta, partecipata e senza dominio”, lo ha detto Fabrizio Barca a margine della tre giorni di Genova promossa dal Forum Disuguaglianze Diversità. E proprio da queste giornate ascoltiamo le voci di Elena Granaglia, coordinatrice del Forum, di Massimo Florio dell’Università di Milano e di Carmelo Traina di Questa è la mia terra.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





