[Intro: Questa è la voce del presidente Sergio Mattarella che al villaggio Olimpico ha pranzato con gli atleti italiani. Questa è Ad Alta Velocità oggi 13 febbraio 2026: nello stesso giorno del 1991 nella Prima guerra del Golfo: due bombe intelligenti a guida-laser distruggono un bunker sotterraneo a Baghdad, uccidendo centinaia di civili iracheni. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Sigla
Oggi torna l’appuntamento con il direttore Ivano Maiorella. I temi della settimana su attualità e cronaca scelti per voi. Ad essere protagonista è la radio nella sua giornata mondiale. Ascoltiamo
La radio è come noi. Attraversa i tempi e le generazioni. Nasce libera, rimane libera. Racconta fatti, arriva dappertutto, resiste alle mode. Informazione, musica, letteratura, immagini: dagli anni 70 ad oggi la radio accompagna il nostro tempo. Radio Smeraldo non esiste, o forse sì. E’ un omaggio ad oggi, venerdi 13 febbraio Giornata Mondiale della Radio, giorno in cui andò in onda la prima trasmissione di Radio Onu. La Giornata nasce per celebrare la radio come strumento per la cooperazione internazionale, la libertà di espressione e di informazione. E’ cucita addosso alle esigenze e ai bisogni della comunicazione sociale. Intorno ci sono le potenzialità della rete internet. La radio è utopia realizzata, pane e rose, come diceva uno slogan giovanile degli anni ’70.
Qualche passo indietro nella vita di molti di noi.
28 Luglio 1976: la Corte Costituzionale, con la storica sentenza numero 202, affermò per la prima volta la legittimità delle emittenti radiofoniche private in ambito locale, dando il via libera definitivo alla diffusione di quelle che all’epoca si chiamavano “radio libere”.
Insomma, in questo duemilasedici possiamo festeggiare quarant’anni di storia legata a queste emittenti, che negli anni 70′ prendevano vita in piccoli paesi e quartieri, pronte a raccontare i bisogni e i problemi locali fino a diventare, in alcuni casi, espressione di minoranze politiche, sociali e religiose.
Cantava così Eugenio Finardi, era il 1976, la Radio simbolo di liberà e indipendenza.
“Con la radio si può scrivere, Leggere o cucinare, Non c’è da stare immobili
È che con la radio non si smette di pensare
Amo la radio perché arriva dalla gente
Entra nelle case e
Ci parla direttamente
E se una radio è libera”
Con le radio di quegli anni si sono formate leve di giovani giornalisti. La mia esperienza nacque con Radio 10 Antenna Democratica a Roma. In un giorno di inizio novembre del 1978, alcuni di noi salirono sul tetto di un palazzone su via Tuscolana, all’altezza dell’attuale fermata metro Numidio Quadrato, portando il traliccio smontato (“palo telescopico m. 15”) e l’antenna. Corde, moschettone di sicurezza e casco. Sotto, nei locali sotterranei della Galleria Cosmopolis, nei locali della sede Arci, erano stati allestiti gli studi, con strumenti minimi, pochi dischi, molta buona volontà. La redazione era fatta da una trentina di ragazzi e ragazze, alcuni dei quali hanno proseguito nella carriera giornalistica o musicale.
Facciamo un salto di vent’anni e arriviamo alla rivoluzione delle web radio che prende il via nel 1995 e si afferma nei primi anni del Duemila. Garantiscono economicità e copertura. L’ideale per le comunità sociali piccole e grandi. Per le organizzazioni sociali e il terzo settore: ed infatti si diffondono rapidamente.
4 novembre 2011, va in onda la prima edizione del Giornale Radio Sociale, Microfono al sociale, ai tanti fatti, iniziative, opinioni, testimonianze e punti di vista del mondo del terzo settore. “Fatti”, cose che accadono nella realtà, che spesso non diventano “notizie” nel mondo dei media. L’editore è plurale, assicura pluralismo e indipendenza alla redazione, è il Forum del Terzo settore, articolato sistema di organizzazioni che operano nell’ambito del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale, della solidarietà internazionale, della finanza etica, del commercio equo e solidale.
Uno dei primi speciali che realizziamo è “La voce di Peppino”, dedicato a Peppino Impastatao che nel 1977 fondò Radio Aut che denunciava crimini e affari mafiosi a Cinisi, vicino Palermo. A seguito di queste attività giornalistiche e investigative venne ucciso il 9 maggio 1978. Aveva 30 anni.
Non facciamo scoop, trattiamo episodi sociali, facciamo rete se ci lavoriamo , se sappiamo guardare lontano. Una redazione diffusa, a maglie larghe, che arriva ovunque, che non sta mai zitta, che mette in relazione chi sta più lontano attraverso l’immediatezza e la semplicità del canale radiofonico. Nel 2026 festeggiamo il nostro 15esimo compleanno. La modalità organizzativa non è gerarchica, è a rete, puntando sull’autonomia dei nodi e sul metodo “condiviso”, proprio quello che era alla base di Indymedia, l’esperimento della rete di informazioni sviluppatasi tra gli anni Novanta e Duemila a partire dal popolo di Siattle. Delle nostre sei redazioni che sfornano notizie e speciali: società, diritti, internazionale, economia, sport, cultura. Attenzione al linguaggio, criteri giornalistici nella lavorazione delle notizie, una rete di oltre cento radio in Fm e altrettante web che trasmettono l’edizione quotidiana del GRS.
Facciamo parte del mondo vasto e plurale che decide di “farsi” media e partecipare all’impegno – sociale e civile – di raccontare la realtà, di fare comunicazione sociale. Con eterna gratitudine alla radio, alla formazione giornalistica che ci ha dato e che ci continua a fornire.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





