[Intro: Questo è il grido di dolore della fotoreporter palestinese Alaa Al-Sous picchiata selvaggiamente dalla polizia israeliana davanti alla Moschea di Al-Aqsa: tornano le violenze e le bombe di Israele su Gaza. Questa è Ad Alta Velocità oggi 26 novembre 2025: nello stesso giorno del 1950 nella Guerra di Corea le truppe della Repubblica Popolare Cinese in Corea del Nord lanciano un massiccio contrattacco contro le forze della Corea del Sud e degli Stati Uniti. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi torna l’appuntamento del mercoledì con il direttore Ivano Maiorella. Sul tavolo tanti temi per l’attualità e per la cronaca. In primis il voto alle regionali, anzi la disaffezione al voto: come chiamiamo gli astensionisti? Altra questione è l’esclusione dell’Iva per il terzo settore nei prossimi dieci anni. Ultimo tema è la violenza contro le donne: come costruire relazioni sane? Ascoltiamo il direttore
Disaffezione dal voto: come chiamiamo gli astensionisti?
Chiamiamolo astensionismo attivo, rifiuto volontario al voto. Qualcosa che riguarda in egual misura sia chi è contro la politica, sia chi e è iperpoliticizzato, che non vota perché deluso. Dopo essere scesi ad una percentuale bassissima di partecipazione al voto in queste regionali, con una media del 43% tra Veneto, Campania e Puglia è bene rendersi conto che si tratta di una catastrofe per la democrazia. Rimangono fuori le fasce più deboli, marginali della popolazione. Senza voce né rappresentanza. Con politiche pubbliche concepite da elite, per elite. Se il ceto politico non sembra preoccuparsi più di tanto di questo grave fenomeno, che riguarda la legittimazione delle istituzioni democratiche, occorre inquadrarlo urgentemente dal punto di vista sociale. Chiede al legislatore soluzioni nuove per spingere il legislatore a inventare soluzioni nuove che spingano i partiti a fare veramente qualcosa di serio. Esempio: sotto una certa soglia di partecipazione, calano anche i seggi, in maniera proporzionale.
Esclusione iva per il terzo settore per i prossimi dieci anni: perchè non utilizzare questo lasso di tempo ragionevolmente lungo per studiare davvero il terzo settore e approntare soluzioni normative specifiche?
L’esclusione Iva per il terzo settore per i prossimi dieci anni è una notizia importante. Ecco, questo tempo va utilizzato bene, per definire bene le caratteristiche, le differenti culture, le motivazioni, le attività e la storia del terzo settore. Una realtà complessa e variegata, che ha bisogno di risposte diverse in termini di sviluppo, a seconda dei bisogni che esprimono i soggetti che la compongono. Vanno cercate soluzioni di funzionamento e di rapporto con la Pubblica Amministrazione che siano condivise. Ascoltando le voci del recente convegno “Finanza etica ed economia sociale”, promosso a Roma da Banca Etica e Forum terzo settore, con il contributo di Aiccon, ci sono alcune emergenze, che diventano paradossi, sui quali intervenire. Primo: si parla molto di semplificazione ma la vita degli Ets è diventata quasi impossibile a causa del groviglio normativo che c’è. Le P.A. si trincerano dietro la burocratizzazione delle modalità operative. Si parla di sostenibilità ma gli Ets sono spesso costretti a navigare nell’incertezza, con la difficoltà quotidiana a rimanere in piedi. E ancora: di fronte alle esigenze di liquidità ci si rivolge al sistema bancario che chiede garanzie per accordare credito. Come fa un Ets ad esigere garanzie, visto che non c’è, ne potrebbe esserci, accumulazione di risorse? E ancora: il lavoro a progetti sta mutando la natura del terzo settore, quando si potrà passare dalla coprogettazione alla coprogrammazione? Infine: si sente parlare sempre più spesso di trasparenza nella PA? E’ soltanto uno slogan? Perché, ad esempio, nel caso del Pnrr non c’è stato il coinvolgimento del terzo settore? Non c’è stata consultazione? Come nel caso della continua richiesta di dati. Perché? A che serve? Che fine fanno le risorse?
Ieri la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: molte iniziative del sociale su tutto il territorio nazionale
E’ un tema molto avvertito perché il “Femminicidio è un delitto di potere – ha detto a caldo Elena Cecchettin, sorella di Giulia – è un delitto di stato perché lo stato non ci tutela e non ci protegge. E per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia fate un minuto di rumore”. E non smettere di cercare risposte: come esprimere emozioni? Come costruire relazioni sane? Domande che riguardano tutti, sempre.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





