La Costituzione, la libertà di manifestare e il diritto al consenso. Il punto di Ivano Maiorella


[Intro: Questa è la voce di Ermal Meta che in conferenza stampa a Sanremo: la sua canzone parla di una bambina palestinese a nome di tutti quelle decine di migliaia di bambini uccisi dalle bombe israeliane. Questa è Ad Alta Velocità oggi 27 febbraio 2026: nello stesso giorno del 2010 il Cile è colpito da un terremoto di magnitudo 8.8 Mw che uccide oltre 500 persone. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi torna l’appuntamento con il direttore Ivano Maiorella con i temi di attualità e cronaca della settimana. Il primo commento è sull’articolo 21 della Costituzione. Ascoltiamo

L’art.21 della Costituzione inizia con questa solenne proclamazione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, con la parola, la scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”. Di un sistema democratico questa libertà è la ‘pietra angolare’ come l’ha definita la Corte costituzionale. La democrazia richiede una partecipazione cosciente dei cittadini. E dunque il suo presupposto essenziale è l’informazione, la libertà di informazione e quella di “manifestare” anche attraverso la propria presenza la libera circolazione delle idee. Secondo la Costituzione tutti possono manifestare liberamente il proprio pensiero con qualsiasi mezzo.

Il secondo focus è sul disarmo nucleare. Ascoltiamo

Facciamo un passo indietro di 67 anni, era il febbraio del 1959, il Clima tra Nazioni tutt’altro che disteso. Il mondo era diviso in due grandi blocchi rappresentati dalle due superpotenze USA e URSS e dai loro alleati.  Venivano avvertiti i rischi di un imminente conflitto di proporzioni ben più catastrofiche rispetto al precedente. Contro questo scenario si formarono in Inghilterra e nel mondo vari movimenti giovanili per protestare contro i test nucleari decisi dal governo e per chiedere il disarmo nucleare in tutti i Paesi. Uno di qei giovani attivisti Gerald Holtom, disegnatore laureatosi al Royal College of Art di Londra,  durante il secondo conflitto mondiale si era dichiarato obiettore di coscienza. Fu lui a disegnare il simbolo per la pace. Prese a riferimento l’alfabeto semaforico, quello fatto con le bandierini che si vedeva usato sulle navi e negli aeroporti. Cercò di combinare la lettera “N” (rappresentata da due braccia distese verso il basso a 45°) con la “D” (un braccio disteso sopra la testa, l’altro disteso in basso), iniziali delle parole “nuclear” e “disarmament”. Completò l’opera inserendole all’interno di un cerchio che simboleggiava la Terra. Libertà di pensiero e libertà di manifestarlo sono facce della stessa medaglia. La libertà di manifestare è fondamentale non solo come mezzo di espressione collettiva e pubblica dell’opinione, ma anche per la difesa di tutti i diritti umani.

E infine la terza questione riguarda la mobilitazione sul consenso contro lo stupro domani a Roma. Ascoltiamo

“Senza consenso è stupro”: manifestazione a Roma domani 28 febbraio a Roma, è promossa dai Centri antiviolenza e da molte realtà associative. È il seguito ideale delle manifestazioni che la scorsa settimana hanno animato le piazze di tutta Italia No al DDL Bongiorno e alla volontà politica di ridurre la violenza maschile sulle donne e sulle soggettività LGBTQIA+ a mera questione linguistica. Ad essere contestata è la formulazione del disegno di legge sullo stupro che ha eliminato la parola consenso.  A 30 anni dalla legge sulla violenza sessuale 66/96, le piazze tornano a dire che l’inviolabilità dei corpi, i diritti umani inalienabili e la cultura del consenso sono irrinunciabili. Non solo per il diritto italiano, ma anche per quello internazionale.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale