[Intro: Questo è il momento in cui cade in missile ad Ashdod, in Israele. Dopo l’attacco all’Iran con centinaia di morti, altre vittime anche nello Stato Ebraico e tra i militari Usa: la spirale della guerra infiamma il Medio Oriente. Questa è Ad Alta Velocità oggi 2 marzo 2026: nello stesso giorno del 2003 a Castiglion Fiorentino muoiono il brigatista Mario Galesi e l’agente della Polfer Emanuele Petri mentre sarà catturata Nadia Desdemona Lioce, leader delle nuove Brigate Rosse. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di violenza sulle donne. In migliaia hanno partecipato a Roma alla manifestazione nazionale contro il Ddl della senatrice Buongiorno dove sparisce la parola consenso. Dopo i presidi del 15 febbraio scorso in tutta Italia è partita la mobilitazione, promossa dai Centri antiviolenza e dalle realtà femministe e transfemministe, con realtà differenti della società civile che si sono unite nel desiderio comune di affermare la piena autodeterminazione dei corpi, la loro inviolabilità e la loro libera scelta.
A 30 anni dalla legge sulla violenza sessuale 66/96, le piazze tornano a dire che l’inviolabilità dei corpi, i diritti umani inalienabili e la cultura del consenso sono irrinunciabili. Non solo per il diritto italiano, ma anche per quello internazionale, come chiede la Convenzione di Istanbul che l’Italia ha ratificato. Ascoltiamo le voci di Cristina Carelli, presidente della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza Femministi e Rosalba Taddeini di Differenza Donna.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





