Sport e diritti: l’altra faccia della medaglia. Il punto di Ivano Maiorella



 

[Intro: Questa è la voce di una ex parlamentare della Groenlandia che di fronte alle minacce del presidente americano dice senza mezzi termini: “Trump non sa nulla del popolo groenlandese. È un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati”. Questa è Ad Alta Velocità oggi 21 gennaio 2026: nello stesso giorno del 1921 Antonio Gramsci fonda il Partito Comunista Italiano a Livorno, sarà il principale partito comunista dell’Occidente arrivando al 35% dei consensi. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi torna l’appuntamento con il direttore Ivano Maiorella. Come sempre ecco alcuni temi di attualità da approfondire. Iniziamo con le Olimpiadi in arrivo: bisogna alzare l’attenzione soprattutto sul tema dei diritti

<span;>L’altra faccia della medaglia. Il 6 febbraio ci attendel’ apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina. Grande spettacolo mediatizzato, globale e universale. Da guardare con gli occhi con i quali si guarda un evento sociale planetario, lo spettacolo del nostro tempo: lo sport. Senza pregiudizi, con realismo, guardando ai fatti. Agli atleti  e alle atlete impegnati in campo, ma anche quello che avverà fuori dai campi di gara, perché tutto, proprio tutto, concorre a fare dello sport un grande fenomeno sociale.Ccercando di distinguere l’emozione e la gioia dall’analisi critica di ciò che  accade intorno.

La corsa dell’ultimo momento a chiudere le infrastrutture sportive completate di fretta come la pista di bob e lo stadio del ghiaccio, che ospiterà le gare di hockey. Un dedalo di appalti e subappalti sui quali Libera, l’associazione fondata da Luigi Ciotti, mette in guardia da tempo. I diritti dei lavoratori nei cantieri spesso stressati al limite, come denuncia da tempo Amnesty International. Alcune associazioni ambientaliste nazionali e locali, come Legambiente, hanno espresso forti preoccupazioni per l’impatto ambientale. Associazioni di cittadini protestano  contro questo spettacolo per ricchi, contro le speculazioni fondiarie e immobiliari e conto il lavoro povero che ha generato. Le proteste di alcune comunità territoriali e gruppi di azione civica locali si sono rimbalzate sul territorio, da Bormio a Castelfranco, da Feltre  a piccole comunità montane. Realtà sociali giovanili nelle grandi città lombarde e venete stanno organizzando iniziative. Poi i costi, lievitati in maniera esponenziale, come evidenziato dalla trasmissione Report.

Ci si chiede: proprio  per la sua natura di grande evento sociale e sportivo, anche festoso e spettacolare, non era il caso di coinvolgere durante il percorso di preparazione dei Giochi,  le reti civiche del territorio e l’associazionismo del terzo settore? Poteva venirne fuori un modello nuovo, condiviso e partecipato. Si chiama coprogrammazione

Come seconda questione il focus di Maiorella è ancora sullo sport, in particolare sul calcio che ci lega alla geopolitica internazionale tra tensioni e nuove alleanze. Ascoltiamo.

<span;>Rimaniamo in ambito sociale e sportivo e proviamo ad unire i puntini. Partiamo dal mese scorso, nel corso dei sorteggi per i Campionati Mondiali di calcio Donald trump ha ricevuto dalle mani del presidente Fifa Infantino, un premio speciale come riconoscimento per azioni straordinarie svolte per la pace e l’unità. Una sorta di Nobel per la pace sportivo. Nel corso degli ultimi quaranta giorni siamo piombati in un clima di strategia della tensione internazionale. Dopo Venezuela, le minacce a Cuba e la Groenlandia ritenuta territorio necessario per la sicurezza nazionale, il presidente Usa non perde occasione per destabilizzare il già precario equilibrio internazionale, senza riuscire a fermare i conflitti e le violenze in atto a Gaza e in Ucraina. Che cosa significa lo sport per chi è alla continua ricerca di sponde simboliche per rifarsi la faccia?

<span;>Per questo l’invito ad unire i puntini, la geopolitica dello sport deve guardare senza ambiguità alla distensione e alla pace, se no diventa un’altra cosa. Sarebbe un modo per onorare spirito olimpico e fair-play sportivo. E invece no, le nubi e i dubbi si addensano. Ecco i puntini da unire: 26 giugno 2026, iniziano i Mondiali di calcio in Canada, Messico e Usa; nel 2030 si svolgeranno in Spagna, Portogallo e Marocco. Per l’edizione 2034 c’è la forte ipoteca dell’Arabia Saudita. Gli Europei di calcio 2028 si terranno in Inghilterra, Repubblica d’Irlanda, Scozia e Galles. Quelli del 2032 in Italia e Turchia. I prossimi Giochi olimpici estivi si terranno a Los Angeles nel 2028, l’anno delle prossime elezioni presidenziali.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale