Una tenuta con preoccupazione – Per il 75% delle cooperative il terzo quadrimestre 2025 è all’insegna ella stabilità ma sale al 31% la quota dei pessimisti sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale. Tra i principali fattori critici, la scarsità di manodopera (per il 41% delle cooperative), la liquidità a breve termine, i costi di materie prime ed energia.
Conferma di una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione, accompagnata da segnali di indebolimento, peggioramento della domanda estera, aspettative in peggioramento per i prossimi mesi, motivate da un quadro complessivo di incertezza e da un rilevante scetticismo sull’evoluzione del contesto macroeconomico italiano.
Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dall’indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative effettuata dall’Area Studi di Legacoop.
“I dati degli andamenti congiunturali delle cooperative -sottolinea Simone Gamberini, presidente Legacoop- confermano una fase di sostanziale tenuta del sistema, che continua a dimostrare capacità di adattarsi pure in un contesto economico complesso e incerto. La cooperazione, per la sua presenza trasversale in tutti i settori della produzione e dei servizi, rappresenta un osservatorio particolarmente significativo sull’andamento reale dell’economia del Paese, in grado di coglierne con anticipo segnali di criticità: ed è proprio in questa direzione che sta andando il paese. In questo quadro, preoccupano in particolare le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero, dove si concentra una quota rilevante delle segnalazioni di ulteriore calo della domanda, anche in relazione al peggioramento del contesto internazionale. Allo stesso tempo, l’aumento del pessimismo sulle prospettive macroeconomiche, la persistente carenza di manodopera qualificata e le tensioni sulla liquidità a breve termine impongono un rafforzamento delle politiche industriali, del lavoro e degli investimenti. La cooperazione continua a essere pronta a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione, ma servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione”.





