L’Aquila, il Museo Munda torna al Castello dopo 16 anni dal sisma


16 anni dopo il sisma – all’Aquila il Munda, Museo nazionale d’Abruzzo, torna finalmente a casa: una porzione significativa delle collezioni torna al Castello cinquecentesco, simbolo della città e scrigno della memoria artistica regionale. L’allestimento moderno garantisce oggi più ampio rispetto dell’accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale.

“Il ritorno del Museo Nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco dell’Aquila – commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna – rappresenta non soltanto la restituzione di un museo alla sua sede storica, ma il segno concreto di un percorso di ricostruzione che ha posto al centro il patrimonio come bene pubblico, strumento di conoscenza e fattore di coesione per la comunità”.

Il museo Nazionale d’Abruzzo che, come ha sottolineato la direttrice Federica Zalabra “torna a essere un museo al passo con i tempi, in dialogo con la comunità e con la ricerca internazionale”, è ospitato nel Castello cinquecentesco sin dalla sua inaugurazione, il 23 settembre 1951, dopo che, nel secondo dopoguerra, la città e gli artisti aquilani si opposero alla trasformazione della fortezza in carcere, ottenendone la destinazione museale. A decretare la sua chiusura fu il sisma del 2009 che provocò il grave danneggiamento del Castello, con il crollo del secondo piano e pesanti lesioni ai livelli superiori. Nel frattempo, dal 19 dicembre 2015, il MUNDA ha trovato casa negli spazi dell’ex Mattatoio di Borgo Rivera, all’interno delle mura storiche.