Rispettare il diritto internazionale – 20 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela di bambini tra cui Ai.bi, Save the Children e Cnca, chiedono che il Parlamento europeo respinga il compromesso sul Regolamento Rimpatri e protegga i minori”. La proposta attuale – spiegano – mette seriamente a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini.
“Oggi il Parlamento europeo ha votato per ampliare i propositi punitivi dell’Unione europea basati su arresti ed espulsioni. Il voto, risultato di un accordo tra il Partito popolare europeo e gruppi politici contrari all’immigrazione, è arrivato al termine di negoziati frettolosi privi di adeguati controlli e di effettive valutazioni sui diritti umani”. Così Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, commenta il voto del Parlamento europeo sul Regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera (Regolamento rimpatri): “Questo voto è il segnale della crescente tendenza verso politiche dannose, escludenti e spietate in materia d’immigrazione, con preoccupanti ripercussioni per il giusto processo e per le procedure decisionali che devono essere basate sulle prove. Altro che ridurre le situazioni irregolari: queste proposte rischiano d’intrappolare un numero maggiore di persone in situazioni pericolose”.
“Oggi il Parlamento europeo – spiega Geddie – ha dato via libera all’aumento di requisiti sproporzionati, sanzioni e limitazioni nell’ambito delle decisioni sui ritorni delle persone e all’espansione del ricorso alla detenzione, per periodi ancora più lunghi e in contrasto con gli standard internazionali sui diritti umani. Persone rischieranno di finire nei ‘centri per i rimpatri’, veri e propri luoghi di detenzione oltremare situati in Stati dove non hanno mai messo piede in vita loro. Vogliamo essere chiari: questi ‘centri per i rimpatri’ comportano gravi rischi di violazioni dei diritti umani”.





