[Intro: Questo è il suono delle bombe di Israele sulla città di Tiro, nel sud del Libano, culla della civiltà antica con l’ordine di evacuazione per 130mila persone. Questa è Ad Alta Velocità oggi 29 maggio 2026: nello stesso giorno del 1945 in Germania viene ucciso il bambino di quattro anni Richard Jenne, ultima vittima riconducibile al Programma genocida nazista Aktion T4. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi torna l’appuntamento con il direttore Ivano Maiorella sui fatti di attualità e cronaca della settimana
Quattro tesi di questi giorni densi. “La cultura è un sistema vivente, che interagisce con economia e ambiente”: Jessica Bartocci ne parla così, cultura e partecipazione occupano il posto centrale e partiamo da lei, dalla sua tesi di laurea, vincitrice del Premio Claudia Fiaschi 2026, insieme a Martina Chimienti. Claudia Fiaschi era conoscenza, competenza ed era innamorata del terzo settore, come ha ricordato Paolo Venturi a nome del Comitato scientifico del Premio. Un amore contagioso, che sapeva trasmettere. E tu, Jessica, sei innamorata del terzo settore? “Aspirazione e immaginazione sono il legante per acquisire consapevolezza. Per cambiare il mondo. E il terzo settore fornisce queste possibilità, a vari livelli: lavorativo, volontario, come impegno sociale”. Abbiamo intervistato Jessica Bartocci nel video che lancia questo podcast. Un piacevole incontro, Jessica è capace di trasmettere questo amore con le sue parole gentili e la forza del sorriso.
La seconda tesi ci viene dall’Assemblea nazionale del Forum del Terzo settore che si è tenuta a Roma mercoledi: “Si vince solo con la pace e il diritto”. “Nonostante si sia aperto lo spiraglio dei negoziati, la guerra in Iran prosegue con pesanti attacchi. La popolazione civile è vittima di una spirale di odio che nega i diritti fondamentali e il principio di autodeterminazione dei popoli” ha detto Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore. La pace è il tema dei temi, tutto il terzo settore ne è consapevole. Giancarlo Moretti cita Tolkien, così come aveva fatto tempo fa, ricorda come la sua spiritualità, spesso strumentalizzata o vittima di pregiudizi, abbia trovato spazio nella “Magnifica Humanitas”, la prima lettera enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Ecco la terza tesi. Il Papa avverte che l’intelligenza artificiale, quando viene concepita come uno strumento per superare i limiti intrinseci della natura umana agisce esattamente come l’Unico Anello. Promette una semplificazione della vita, offre l’illusione di risposte pronte a ogni enigma umano, ma al contempo esige un prezzo altissimo: l’indebolimento del giudizio personale, il controllo sociale e l’appiattimento della creatività.
“Come l’Anello di Tolkien, che prometteva il dominio sulle menti ma finiva per consumare e schiavizzare chiunque lo indossasse, così l’algoritmo non regolato rischia di trasformarsi in una protesi della coscienza, dove l’uomo non è più il creatore, ma il subordinato di una macchina.”
Leone XIV non condanna la tecnologia in sé, ma la tendenza umana a delegare le scelte morali e il discernimento etico alle macchine.
La quarta tesi ci viene dai giovani delle Acli “Le parole cambiano il mondo prima che lo facciano le armi. Anticipano e accompagnano l’uso delle armi, giustificano o nascondono le sue conseguenze. Non è un modo di dire. È la lezione più antica della storia, quella che ogni generazione dimentica e ogni guerra riconferma. Prima che qualcuno spari, qualcuno ha parlato. Prima che qualcuno venga espulso, qualcuno lo ha chiamato “invasore”. Prima che qualcuno venga odiato, qualcuno lo ha reso nemico con una parola.” Così inizia il Manifesto per una politica che costruisce, non distrugge redatto dai Giovani delle Acli e inviato a tutti i 720 membri del Parlamento Europeo, con la richiesta di sottoscriverlo e rispettarlo.
“Vi chiediamo di ricordare, ogni volta che parlate in pubblico, che le vostre parole non sono parole qualunque. – si legge nel testo inviato agli europarlamentari – Sono parole che arrivano a milioni di persone, che formano opinioni, costruiscono immaginari, legittimano comportamenti”.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





