Il difficile mestiere del giornalista in un Paese dove la Tv Pubblica deve recuperare il suo ruolo


 

[Intro: Questo è il momento in cui l’arbitro somalo Omar Artan torna a Mogadiscio, dopo essere stato respinto all’ingresso degli Stati Uniti dove doveva arbitrare i Mondiali: questo evento di sport si sta trasformando in un triste festival Maga di Trump. Questa è Ad Alta Velocità oggi 11 giugno 2026: nello stesso giorno del 2008 il parlamento norvegese approva a larga maggioranza una legge che rende legale il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di libertà di informazione. L’aggressione a giornalista e operatore che documentavan le condizioni dei feriti nel drammatico investimento a Modena del 16 maggio. Poi una valanga di minacce e intimidazioni online, centomila, contro un giornalista di Mantova che ha criticato la proposta di legge sulla remigrazione sulla sua pagina Facebook. Sono due episodi segnalati da Ossigeno per l’Informazione a cui si aggiunge il caso della scorta al giornalista del quotidiano Domani Nello Trocchia. Sono episodi che fotografano lo stato di enorme difficoltà dell’agibilità di chi fa giornalismo, soprattutto di inchiesta. Questi temi hanno fatto parte dell’assemblea di Articolo 21 a Roma dove è stato toccato anche il tema della gravità delle parole pronunciate dall’amministratore delegato della Rai: alla festa di un quotidiano ha espresso soddisfazione per il calo di ascolti di Rai 3. E proprio sullo stato della Rai alla festa di Articolo 21 è intervenuto il giornalista Riccardo Iacona. Ascoltiamo

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale