Grattacielo di Ferrara, l’emergenza non è finita: 40 persone ancora senza casa


 

[Intro: Queste sono le voci nel servizio di Al Jazeera che racconta come i giovani indonesiani stiano manifestando in tutto il paese contro l’aumento del costo della vita con forti preoccupazioni per le condizioni economiche. Questa è Ad Alta Velocità oggi 18 giugno 2026: nello stesso giorno del 1946 c’è la proclamazione ufficiale della Repubblica Italiana. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di nuovo del grattacielo di Ferrara.  Sono trascorsi oltre quattro mesi dall’inizio dell’emergenza che ha portato allo sgombero delle Torri del Grattacielo di Ferrara, da cui sono state sfollate circa 400-500 persone. Fin dai primi giorni, accanto all’intervento delle istituzioni, si è attivata una straordinaria rete di solidarietà composta da 20 associazioni, gruppi ed enti del Terzo Settore, 160 persone tra volontari e cittadini che hanno garantito accoglienza, pasti (6.000 pasti preparati e trasportati nelle strutture di accoglienza) ascolto e supporto alle persone coinvolte.

Dopo una prima settimana di accoglienza organizzata dal Comune presso una palestra cittadina e il successivo trasferimento nei locali del doposcuola di Mura di Porta Po, con i pasti preparati da Viale K e distribuiti grazie all’impegno dell’AGESCI, dal 13 febbraio Caritas Ferrara-Comacchio ha accolto la richiesta di gestire l’ospitalità delle persone che non avevano trovato una diversa sistemazione presso la struttura di San Bartolo. Oggi, però, l’emergenza non può considerarsi conclusa. A poche settimane dalla chiusura della struttura di San Bartolo, circa 40 persone che lavorano e dispongono di un reddito continuano a non trovare un’abitazione in affitto sul mercato privato. Ascoltiamo Chiara Bertolasi, portavoce del Forum Terzo Settore di Ferrara.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale