Un altro lavoratore 20enne innocente ucciso dal fuoco criminale nella periferia di Napoli


[Intro: Questo è il momento in cui un uomo durante Congo-Germania è salito su un podio ed è rimasto per 90 minuti fermo nella posa della statua di Patrice Lumumba: il leader congolose anti-colonialista ucciso nel 1961. Questa è Ad Alta Velocità oggi 25 giugno 2026: nello stesso giorno del 2009 muore Michael Jackson, il web va in crash tra ricerche sui siti e tweet. Si tratta dell’evento con più affluenza sui social media di tutti i tempi. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di violenza criminale. A Napoli Lorenzo Spasiano, un 21enne lavoratore e incensurato, è stato ucciso a colpi di pistola come in un agguato di camorra. Solo che i clan non c’entrano nulla e nemmeno la malavita. Lorenzo non aveva alcun legame con i clan, lavorava ed era figlio di lavoratori. Ad ucciderlo sarebbe stata la vendetta per futili motivi legati a una partita di calcetto con successive minacce via chat al vaglio degli inquirenti. Questo omicidio consumato nel quartiere Miano, periferia nord, segue quello di un’altra vittima innocente e di un altro giovane lavoratore.

Fabio Ascione fu ucciso a Ponticelli il 7 aprile per errore da un 23enne, nipote di un esponente del clan De Micco, reduce da una stesa in un comune limitrofo: erano partiti i colpi per sbaglio. Anche Fabio era ventenne e lavoratore, nato in un posto dove girano armi e una guerra è dietro l’angolo. E si affaccia un altro dato: queste morti non scuotono più Napoli che sembra assuefatta e abbia normalizzato la perdita di queste giovani vite. Ascoltiamo Mariano Di Palma, referente di Libera Campania.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale