La disabilità tra la parola “giusta” in Costituzione e l’Expoaid a Rimini: le nuove sfide


[Intro: Questa è la voce di un vigile del fuoco che farà parte della squadra italiana partita per il Venezuela con 40 persone pronte a dare una mano nell’immane catastrofe che ha colpito il Paese sudamericano. Questa è Ad Alta Velocità oggi 29 giugno 2026: nello stesso giorno del 2006 una sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti d’America stabilisce la violazione della Convenzione di Ginevra per la prigione americana nella Baia di Guantánamo. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di disabilità. Sabato 27 giugno si è concluso a Rimini Expoaid 2026, l’evento nazionale dedicato alla disabilità e all’inclusione promosso dal ministero per le disabilità. Associazioni, cooperative sociali ed enti di terzo settore si incontrano e si confrontano negli spazi del Palacongressi mettendo al centro il tema delle politiche inclusive e non solo.

Questo appuntamento arriva in un momento molto delicato e importante per il Paese sul tema delle fragilità con un segnale importante che arriva dalle parole: l’approvazione all’unanimità del disegno di legge che prevede la modifica dell’articolo 3 della Costituzione inserendo la parola “disabilità” e la modifica dell’articolo 38 con l’eliminazione del termine “minorati” al culmine di un percorso importante sul linguaggio come strumento inclusivo. A Rimini per noi c’era Fabio Piccolino che ha raccolto le voci d Mario Barbuto – presidente Unione italiana ciechi e ipovedenti – Vincenzo Falabella – presidente Fish – e Francesco Cadelano dell’Associazione italiana persone down