Caldo torrido, se un lavoratore deve scegliere tra salute e salario: il caso rider a Milano


 

[Intro: Questa è la voce di un tifoso egiziano che riprende alcuni argentini che sventolano la bandiera di Israele in risposta a quella palestinese: il conflitto in Medio Oriente continua a veleggiare sui mondiali di calcio. Questa è Ad Alta Velocità oggi 9 luglio 2026: nello stesso giorno del 2006 a Berlino l’Italia batte la Francia nella finale dei mondiali in Germania per il quarto titolo iridato. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di lavoro e caldo torrido. Sono annunciate nuove temperature tropicali in questi giorni fino a 40°. Questo clima non è, però uguale per tutti perché mostra le disuguaglianze in atto come ha spiegato nell’ultimo Grs Week Federica Bartoloni. Gli interventi istituzionali sul fronte lavoro per alcune categorie arrivano con un unico provvedimento: vietare nelle ore più calde e a rischio, le esposizioni al sole nei cantieri, nei campi agricoli e in altri lavori esterni.

Eppure emerge una contraddizione come a Milano dove un’ordinanza comunale vieta le consegne dei rider negli orari torridi e i ridere sono scesi in piazza insieme al sindacato Usb per un semplice motivo: si trovano a lavorare senza un contratto e se si fermano non ricevono soldi e tutele. Ascoltiamo le loro voci.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale