Fame di sapere – Il report di Libera analizza gli esiti di tre richieste di accesso civico generalizzato: i costi delle Olimpiadi Milano-Cortina, la ricostruzione delle scuole nelle Marche dopo il sisma 2016 e le bonifiche nel bacino del Volturno, in Campania. Il lavoro evidenzia un forte bisogno di trasparenza reale per garantire la partecipazione cittadina e prevenire i rischi di infiltrazione criminale.
Le istituzioni rispondono, ma le informazioni sono davvero accessibili, complete e utilizzabili? È la domanda al centro del report di Libera che analizza gli esiti di tre richieste di accesso civico generalizzato (FOIA), presentate nell’ambito della settimana di mobilitazione Occhi sulla corruzione, promossa dalla campagnaFame di verità e giustizia.
L’8 giugno 2026, Libera ha acceso i riflettori su tre questioni di interesse pubblico, da Nord a Sud: i costi delle Olimpiadi Milano-Cortina, la ricostruzione delle scuole nelle Marche dopo il terremoto del 2016 e le bonifiche nel bacino del Volturno, in Campania.
Tre territori, tre questioni che riguardano la collettività e un unico strumento per chiedere conto alle istituzioni: il FOIA (Freedom of Information Act) che consente a chiunque di accedere a dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni.
Tutte e tre le richieste hanno ricevuto risposta. Ma rispondere non significa necessariamente garantire trasparenza. È quanto emerge dal report di Libera, che mette in evidenza come il diritto di sapere non si esaurisca nella possibilità di ottenere una risposta. Per consentire un effettivo controllo civico, le informazioni devono essere complete, aggiornate, dettagliate e disponibili in formati accessibili e riutilizzabili.





