Quale deontologia – Il diritto di cronaca deve sempre tutelare bambini e adolescenti. A ricordarlo è Terre Des Hommes, dopo il caso del ragazzo di 12 anni coinvolto negli scontri di Milano e finito al centro dell’attenzione mediatica. La tutela dei diritti dell’infanzia – spiega l’associazione – è una responsabilità condivisa, anche da chi fa informazione.
Fotografie, video e informazioni sulla sua vita privata sono stati diffusi da diverse testate giornalistiche, telegiornali, programmi tv e sui social network.
Ma quando una notizia riguarda un minorenne, il diritto di cronaca deve fare i conti con un principio fondamentale: il suo superiore interesse.
A ricordarlo è la Carta di Treviso, il codice deontologico che stabilisce le regole che i giornalisti devono rispettare per tutelare bambini e adolescenti.
Non basta omettere un nome o oscurare un volto. Anche dettagli sulla famiglia, sulla scuola frequentata o sul luogo in cui vive possono renderlo riconoscibile. E il fatto che immagini e informazioni siano già circolate online non ne giustifica un’ulteriore diffusione.
Raccontare un fatto di cronaca non deve significare esporre un bambino al giudizio pubblico, alla spettacolarizzazione o a conseguenze che potrebbero accompagnarlo per anni.
Come Terre des Hommes, crediamo che la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza debba essere una responsabilità condivisa, anche da chi fa informazione.
Nessuna notizia vale più della dignità e dei diritti di un bambino.





