Il memorandum Ue-Tunisia e il rispetto dei diritti umani

 

Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Fabio Piccolino.
Il 16 luglio scorso l’Unione Europea ha firmato un memorandum d’intesa con la Tunisia che prevede sostegno economico al Paese africano e cooperazione in ambito migratorio.
Su questo tema, la UE ha stanziato 100 milioni di euro per rafforzare la capacità operativa della Tunisia nelle operazioni di ricerca e salvataggio in mare: l’obiettivo è quello di fermare le partenze di migranti e richiedenti asilo che cercano di raggiungere via mare l’Europa.


Ascoltiamo ai nostri microfoni la giornalista Eleonora Camilli

 

Uno degli aspetti più contestati di questo accordo è quello che che ha a che fare col tema dei diritti umani: il presidente Kais Saied ha imposto un governo autoritario sulla Tunisia, concentrando il potere e contrastando la libertà di espressione.

Ascoltiamo il vice presidente nazionale di Arci Filippo Miraglia

 

Sono molti dunque gli aspetti controversi di questo memorandum. Ascoltiamo ancora Eleonora Camilli

Silvia Stilli, portavoce di AOI, Associazione organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale

Molte organizzazioni della società civile, tra cui Aoi, Amnesty International, Arci, Un Ponte Per, Human Rights Watch, chiedono al governo italiano di rivedere la scelta di perseguire partenariati strategici per la gestione dei flussi migratori con governi autoritari e una profonda revisione delle relazioni bilaterali con l’Egitto, la Tunisia, la Libia e la Turchia.

“L’esternalizzazione dei confini europei – spiegano – viola i diritti umani alla libertà di movimento e al diritto di chiedere asilo, creando aree grigie in cui vengono perpetrate pratiche di sorveglianza e di detenzione abusive nei confronti di migranti e rifugiati”.

Ascoltiamo ancora Silvia Stilli

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