Professioniste di fatto

Bentrovati all’ascolto del GrsWeek, in studio Elena Fiorani e Fabio Piccolino. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge di bilancio 2020 che prevede l’estensione alle donne “delle tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo”. Questo emendamento è stato quasi ovunque presentato come l’introduzione del professionismo femminile, anche se in realtà si tratta di un esonero contributivo per tre anni per le società che proporranno alle atlete i nuovi contratti. Continua a leggere

Infatti, la definizione dello status degli atleti e delle atlete è responsabilità delle singole Federazioni, come ci spiega Katia Serra, responsabile calcio femminile dell’Associazione italiana calciatori.

È sicuramente un passo nella giusta direzione che accende i riflettori su una questione importante e non ancora sufficientemente evidenziata, però la scelta sullo status rimane tuttora nelle mani delle Federazioni. La questione dirimente è legata a tutele e pari opportunità che le donne impegnate a tempo pieno nella carriere sportiva ancora non si vedono riconosciute, come sottolinea Giulia Arturi, cestista della Geas Basket che ha vestito anche la maglia della Nazionale italiana.

La decisione sulle agevolazioni alle atlete arriva in un momento molto particolare, che riguarda la presenza delle donne nella scena politica, istituzionale e nelle sedi di governo. Occorre continuare a tenere alta l’attenzione e continuare a chiedere risposte concrete, che non riguardano solo lo sport di livello, ma tutto lo sport. È quanto chiede anche l’Unione italiana sport per tutti che prosegue il suo impegno per i diritti e le pari opportunità anche attraverso la promozione della Carta europea dei diritti delle donne nello sport. Sentiamo  Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp.

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