La doppia fragilità dell’infanzia a rischio che fa emergere il divario tra Nord e Sud


 

[Intro: Questo è il momento in cui in Albania i manifestanti a Rrjoll hanno rimosso le recinzioni del sito dove sta sorgendo il lussuoso resort della figlia del presidente Trump. Questa è Ad Alta Velocità oggi 15 giugno 2026: nello stesso giorno del 1996 a Manchester una bomba lanciata in un attentato terroristico ferisce più di 200 persone e causa numerosi danni nel centro della città Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di infanzia a rischio. Instabilità economica, inflazione e disoccupazione stanno amplificando la vulnerabilità dei nuclei familiari più fragili, con pesanti ricadute sulla salute mentale degli adulti e sulla sicurezza dei minorenni, sempre più esposti al rischio di maltrattamento. Parallelamente, si fa strada la minaccia della “povertà relazionale”: l’assenza di figure di riferimento, legami significativi e spazi protetti sta privando i minorenni di ogni rete di tutela, stringendoli in una morsa di doppia fragilità.

È quanto emerge dalla settima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, curato da Fondazione CESVI e presentato a Roma. Il rapporto  analizza i fattori di rischio e la capacità delle regioni italiane di prevenire e contrastare il maltrattamento all’infanzia, mettendo in evidenza un’Italia a due velocità: nelle regioni del Nord, con reti sociali più solide e servizi più strutturati, emergono miglioramenti, mentre nei territori caratterizzati da fragilità economica, minore disponibilità di servizi e debolezza del tessuto sociale, come alcune regioni del Meridione, persistono condizioni di rischio più elevate a cui non corrisponde un’adeguata risposta attraverso servizi di supporto. Ascoltiamo Stefano Piziali, direttore Cesvi.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale