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Costituzione e ambiente, un anno dopo: ora tocca a Governo e Parlamento
23 Febbraio 2023
Le voci dei giovani in piazza a Firenze dopo l’aggressione agli studenti del liceo Michelangiolo: “il fascismo in Italia è nato ai bordi di un marciapiede qualunque”, scrive in una nota diventata virale sui social la preside Annalisa Savino di un altro Liceo, il Da Vinci.
Oggi parliamo di Costituzione, ambiente e futuro. Per accelerare la transizione verso lo sviluppo sostenibile dell’Italia occorre dare effettiva attuazione alla modifica della Costituzione approvata lo scorso anno: spetta ora a Governo e Parlamento dotarsi di strumenti adeguati per garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, in particolare introducendo criteri per valutare la costituzionalità delle nuove leggi, misurandone gli effetti sui 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, in un’ottica di giustizia intergenerazionale e definire la sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti pubblici. Va inoltre recepita al più presto la direttiva europea sulla rendicontazione dell’impatto sociale e ambientale dell’attività delle imprese.
È quanto emerge dall’incontro “Costituzione, ambiente e future generazioni: un anno dopo, a che punto siamo?” organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) alla Biblioteca Casanatense di Roma. Un’occasione per riflettere sulla importante riforma, in vigore dal 22 febbraio 2022, che inserisce tra i compiti della Repubblica (articolo 9) la tutela dell’ambiente anche nell’interesse delle future generazioni e il principio in base al quale l’attività economica privata non può svolgersi danneggiando l’ambiente e la salute (articolo 41).
Ascoltiamo il direttore di Asvis Enrico Giovannini e il presidente di Legambiente Stefano Ciafani.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale
Edizione del 22/02/2023
22 Febbraio 2023Ad Alta Velocità del 22/02/2023 | Turchia e Siria dopo il sisma
22 Febbraio 2023Turchia e Siria dopo il sisma, voci da Antiochia: “emergenza a lungo a termine”
22 Febbraio 2023
I suoni dell’aereoporto di Lampedusa dove ieri sono stati trasferiti 187 migranti a Crotone: dopo gli ultimi sbarchi l’hotspot è strapieno e in totale sono 457 da trasferire.
Oggi torniamo a parlare delle conseguenze del terremoto in Turchia e Siria. Ieri una nuova scossa ha fatto piombare nel terrore le persone con altri crolli e vittime. «La crisi nelle zone colpite dal sisma andrà ben oltre i tre mesi di stato d’emergenza previsti: è fondamentale prevedere aiuti materiali e psicologici a lungo termine».
A lanciare l’allarme è Lorena D’Ayala Valva, vicedirettrice generale e responsabile per le emergenze di Fondazione CESVI, attiva in maniera particolare nelle province turche di Kahramanmaraş e Adiyaman, tra quelle maggiormente devastate ma meno raggiunte dagli aiuti internazionali. «Nelle dieci province turche più colpite dal terremoto – aggiunge – vivevano 13,5 milioni di persone: oltre 2,2 milioni sono sfollate altrove, ma per chi resta è urgente la necessità di aiuti e riparo in questo gelido inverno. Ai traumi psicologici della tragedia si aggiunge il rischio di gravi malattie, da quelle respiratorie al colera. Raggiungeremo, nei prossimi 6 mesi, 25mila persone su vari fronti, dalla distribuzione di beni salvavita all’assistenza psicologica per adulti e bambini». Ascoltiamo le operatrici sul campo ad Antiochia.
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Edizione del 21/02/2023
21 Febbraio 2023Ad Alta Velocità del 21/02/2023 | Povertà e sicurezza urbana
21 Febbraio 2023Il problema della sicurezza urbana non è un ostello per senza dimora
21 Febbraio 2023
Oggi è la giornata nazionale del Braille: l’alfabeto che da circa 200 anni permette a persone con disabilità della vista di poter essere incluse nella lettura, nella scrittura e nella vita sociale.
Oggi parliamo della povertà ma legata alla questione della sicurezza urbana. Andiamo a Roma dove c’è stato un botta e risposta tra Federalberghi e la Caritas sulla situazione di degrado nella zona della stazione Termini. “In una città dove ogni notte più di 8 mila persone dormono in strada o in alloggi di fortuna è immorale affermare che il problema della sicurezza alla Stazione Termini sia l’Ostello Don Luigi Di Liegro della Caritas di Roma che dal 1987 ospita 180 senza dimora tra uomini e donne. Non c’è contrapposizione tra l’accoglienza dei poveri, l’esigenza di maggiore sicurezza e tutela dei legittimi interessi economici nell’area della stazione Termini”.
Così il direttore della Caritas di Roma, il diacono Giustino Trincia, commenta in una nota le dichiarazioni di Federalberghi Roma, che vedono nella struttura per senza dimora situata in Via Marsala una delle cause del degrado in cui versano le strade limitrofe al principale scalo ferroviario nazionale e chiedono il trasferimento della struttura.
“Da trentacinque anni l’Ostello è un presidio di solidarietà e di legalità – continua Trincia – opera fuori dalla stazione Termini e in una zona periferica rispetto a quella degli alberghi, in cui si è concretizzata la collaborazione tra le istituzioni, in modo particolare Roma Capitale, le Ferrovie dello Stato, azienda che in tutta Italia ha fatto delle politiche d’inclusione un elemento strategico della sua responsabilità sociale, e le tante forze di volontariato”.
Questo acceso dibattito ripropone non solo il tema della povertà ma delle misure di contrasto all’emarginazione e ripropone quello dell’attacco al reddito di cittadinanza di questi mesi. In tal senso ascoltiamo il vicepresidente delle Acli Antonio Russo che nel Grs Week è intervenuto sul tema delle povertà.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale




