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Perchè migrazioni e cittadinanza possono essere dei “flussi di energia”

di Redazione GRS


 

 

Il momento della scossa di terremoto a largo di Pesaro negli studi di una tv locale: dopo l’alluvione ancora paura per la popolazione marchigiana.

Oggi parliamo di migrazioni o meglio di libertà di movimento. Lo scorso 9 novembre si è tenuto un convegno promosso dall’Assessorato alle politiche sociali di Roma Capitale, ed organizzato dal Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose, con la partecipazione della campagna Ero Straniero che è nato da una consapevolezza precisa: l’urgenza di pretendere che le persone possano muoversi e viaggiare liberamente, per lavoro, per studio, per realizzare i propri progetti di vita.

Dalla considerazione dei limiti attuali, ma anche dal riconoscimento delle potenziali opportunità rappresentate da una gestione dei flussi razionale e a lungo termine. La tavola rotonda ha posto diverse domande: Come liberare flussi di energia, cioè di immigrazione regolare? Come garantire il diritto alla mobilità delle persone e immaginare modi sicuri e regolari per attraversare confini e frontiere? Come programmare e gestire i flussi migratori per lavoro e studio per poter garantire tutele e dignità a chi arriva in Italia e per andare incontro ai fabbisogni odierni del mercato del lavoro? Come proteggere la sicurezza delle persone e dei paesi di transito e di approdo permettendo così la regolarità dei viaggi? E, infine, come garantire il diritto alla fuga e all’accoglienza di chi è costretto a partire dal proprio paese, senza che il sistema venga intasato da chi non ha interesse alla protezione internazionale?

Ascoltiamo Gianfranco Schiavone, giurista del Forum Per Cambiare l’ordine delle cose.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale

Sicurezza sul lavoro, inarrestabile aumento degli incidenti nel 2022

di Redazione GRS


 

Le voci del team di Medici senza frontiere dopo l’annuncio che a Catania lo sbarco è stato completato e tutti i naufraghi sono in salvo.

Oggi parliamo di sicurezza sul lavoro. Sono stati giorni con diversi tremendi incidenti sui posti di lavoro. Secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna nel 2022 al 7 novembre sono morti complessivamente 1317 lavoratori, 675 di questi sui luoghi di lavoro gli altri sulle strade e in itinere

Ad alzare la voce è il Presidente ANMIL Zoello Forni. “Pochi giorni fa l’INAIL ha diffuso i dati dei primi 9 mesi del 2022 che, rispetto all’anno precedente – afferma Forni – hanno confermato un aumento di ben il 35,2% rispetto allo stesso periodo del 2021; un dato inaccettabile ma che lascia davvero sconcertati il fatto che rispetto ai primi nove mesi del 2019, antepandemia, si riscontri una crescita del 14,4% e i morti che abbiamo contato in queste ultime 24 ore ne sono una tragica conferma che dovrebbe scuotere tutti, mentre sembra solo una conta mensile di cui nessuno si rende conto che corrisponde a vite umane e a famiglie che si ritrovano a piangere per una morte ingiusta”.

Ora ascoltiamo la testimonianza di Damiano Marini, vittima di un incidente sul lavoro e autore del libro “La musica è nella mia testa”, intervenuto a RADIO ANMIL NETWORK.

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Da Catania al decreto Cartabia: in piazza per affermare il diritto di cronaca

di Redazione GRS


 

Le voci delle attiviste di tutto il mondo che chiedono giustizia climatica in vista della Cop27 iniziata ieri in Egitto.

Oggi parliamo di bavaglio all’informazione o almeno l’accusa che arriva dalla categoria dei giornalisti al decreto Cartabia e dopo i fatti di Catania. Ieri in piazzale Clodio Articolo 21, il coordinamento cronisti romani, Fnsi, Giulia giornaliste e altre associazioni hanno svolto un presidio perchè la presunzione di innocenza è diventato un ostacolo per l’informazione e loro decidono sottolinearlo ad alta voce. Una legge rivolta ai magistrati e ai pubblici ufficiali ma, di fatto, utilizzata per imbavagliare i giornalisti. Ascoltiamo ora le voci della piazza con Alessia Marani del coordinamento cronisti romani e di Beppe Giuletti, presidente Fnsi.

Anche l’Ordine dei giornalisti era in piazza ieri a Roma. Ascoltiamo il presidente dell’Ordine del Lazio Guido D’Ubaldo e della segretaria nazionale Paola Spadari.

Anche per Marino Bisso, della Rete NoBavaglio, si tratta di «una battaglia non solo per i giornalisti, ma soprattutto per i cittadini. Nessun procuratore e nessun questore – osserva – può decidere cosa va sul giornale e cosa no. Questo è il nostro lavoro. In una democrazia compita si dovrebbe facilitare la verifica delle notizie e non si dovrebbe ostacolare la funzione di informare in modo corretto»

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Geo Barents, far sbarcare i migranti è un “dovere morale e legale”

di Redazione GRS


 

 

Oggi parliamo di nuovo della situazione a Catania con la Geo Barents dove sono a bordo ancora decine di migranti bloccati dalle autorità italiane. La tensione è altissima e ieri tre giovani migranti tra i 215 passeggeri, si sono tuffati in mare nel tentativo di raggiungere la terraferma. Hanno nuotato fino ad un galleggiante e poi sono stati recuperati dalle autorità e portati sul molo vicino alla nave di Medici senza frontiere.

I tre stanno bene. I migranti ancora a bordo hanno realizzato cartelli con pezzi di cartone, con le scritte ‘Help Us’ e li hanno esposti all’esterno. La Commissione Europea, attraverso una portavoce, ribadisce che vi è il “dovere morale e legale di salvare le persone in mare, in base alle leggi internazionali” e ha salutato con favore lo sbarco di ieri dei migranti in Italia. Il ministro Piantedosi ha risposto che il governo si sta comportando “con umanità ma fermezza sui principi”

Per capirne di più ascoltiamo il legale di Sos Humanity Riccardo Campochiaro che ha fatto un esposto al Tar.

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