Studenti minorenni fermati e schedati preventivamente senza reato: a chi fa paure il dissenso giovanile


 

[Intro: Questo è il momento di uno scontro diretto all’assemblea dell’Onu tra l’ambasciatore americano Walz e il ministro degli esteri cubano Rodriguez che ha accusato il politico yankee di mentire e violare il regolamento. Questa è Ad Alta Velocità oggi 29 ottobre 2026: nello stesso giorno del 1945 In un grande magazzino di New York viene messa in vendita la prima penna a sfera. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di studenti e del diritto al dissenso. Senza cortei e senza vetrine spaccate eppure studenti e studentesse stanno ricevendo fermi e controlli preventivi. Lo denunciano in una lettera un gruppo di genitori: “siamo un gruppo di genitori di una scuola romana. Scriviamo questa lettera per iniziare una riflessione sulla tensione scatenata in questi giorni attorno agli studenti minorenni. Alcuni dei nostri figli e figlie sono stati fermati e identificati solo per essersi radunati davanti scuola per partecipare a una manifestazione”.

La missiva continua denunciando un fatto ancora più grave: “a Roma, come pensiamo in altre città, decine di ragazzi, forse centinaia, sono stati trattenuti e schedati senza aver commesso nessun reato. Ragazzi e ragazze anche di 13 o 14 anni – che erano semplicemente usciti di casa per andare a manifestare – hanno raccontato – è scritto nella lettera – di aver subito minacce ingiustificate da parte di poliziotti che li hanno tenuti rinchiusi in Commissariato, gridando loro contro o spaventandoli, dicendo che avrebbero potuto trattenerli anche per 24 ore e – in alcuni casi – omettendo di chiamare i genitori, come la stessa legge prescrive”. Ascoltiamo Roberto Bertoni di Articoli 21.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale