Decreto flussi: l’ingresso regolare dei lavoratori migranti ostacolato dalla PA


 

 

[Intro: Questi sono i momenti di tensione a Palazzo Marino dove alcuni attivisti pro Palestina hanno occupato il consiglio comunale contro la scelta del sindaco Sala di non annullare il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Questa è Ad Alta Velocità oggi 22 aprile 2026: nello stesso giorno del 1975 il parlamento italiano approva con legge 151 la riforma del diritto di famiglia, che include alcuni aspetti-chiave come la libertà matrimoniale, la comunione dei beni e il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di immigrazione. La campagna Ero straniero ha pubblicato sul proprio sito un approfondimento sugli esiti del decreto flussi nel 2024 e 2025 a livello territoriale e le differenze che esistono da provincia a provincia non sono un dettaglio: sono la notizia. Infatti, dai dati – aggiornati a fine 2025 ottenuti dalla campagna dalle amministrazioni coinvolte tramite accesso agli atti – e dalle infografiche elaborate dalla campagna emerge chiaramente una situazione profondamente diversa per ciascuna prefettura, persino all’interno della stessa regione, a riprova di un sistema che produce esiti radicalmente diversi a seconda di dove si presenta la domanda e della enorme difficoltà delle amministrazioni pubbliche coinvolte a portare a termine le istruttorie e consentire l’assunzione e il rilascio di un titolo di soggiorno alle decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici in attesa di fare ingresso in Italia attraverso l’unico canale disponibile. La fotografia degli esiti – fallimentari – del decreto flussi conferma la disuguaglianza territoriale esistente. Ascoltiamo Giulia Gori della Campagna Ero Straniero.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale