Economia sociale tra Europa e Italia: il pacchetto di proposte lanciato da Banca Etica


[Intro: Questo è il rumore della motosega dei Vigili del fuoco che su tutta la costa adriatica sono intervenuti per far fronte ai danni causati da veri e propri tornado che hanno causato ingenti danni. Questa è Ad Alta Velocità oggi 23 luglio 2026: nello stesso giorno del 2005 un attentato terroristico a Sharm El Sheikh in cui muoiono 63 persone. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di economia sociale. Dopo l’informativa del Consiglio dei ministri sul Piano d’azione per l’economia sociale nel Paese il dibattito è aperto. Nei 19 Stati membri dell’Unione Europea in cui il dato è disponibile, l’economia sociale genera un fatturato che supera i 912 miliardi di euro, una dimensione vicina all’intero comparto dell’automotive. La social economy non è tuttavia solo un comparto dalle cifre straordinarie, è soprattutto l’infrastruttura invisibile che sostiene quotidianamente la qualità della vita delle nostre comunità, dagli asili nido all’assistenza, dalla tutela ambientale all’accoglienza.

Per dare stabilità a questo motore fondamentale della coesione nazionale, il 16 luglio a Roma è stato presentato un importante documento, un pacchetto di proposte dal titolo esplicito: Garanzie pubbliche per l’economia sociale. Stabilità, adeguatezza e continuità tra Italia ed Europa. L’iniziativa è stata promossa dal tavolo delle organizzazioni socie di riferimento di Banca Etica e il pacchetto di misure individuate, del resto, è il frutto di un’elaborazione fortemente condivisa e il documento ha già registrato un’adesione che va già ben oltre la platea dei soci di riferimento di Banca Etica.  Ascoltiamo il presidente Aldo Soldi