[Intro: Questo è il grido che da Parigi arriva a Milano passando per Tirana e Madrid e in altee zone del mondo: la generazione Z si solleva contro guerre, armamenti e futuro negato. Questa è Ad Alta Velocità oggi 19 ottobre 2026: nello stesso giorno del 1987 il “Lunedì nero” della borsa di Wall Street, crollo dell’indice Dow Jones ed esplosione di un’enorme bolla speculativa. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo ancora di sicurezza e morti sul lavoro. Ad agosto 2026 il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia torna a crescere: 701 decessi nei primi otto mesi del 2026, il 2,9% in più rispetto al 2025. Un dato che ribalta quello aggiornato a luglio che vedeva una leggera flessione diventata solo poi una mera illusione. Aumentano anche infortuni e malattie professionali come diffuso da Anmil durante la Giornata nazionale dell’11 ottobre. In questo scenario nasce una nuova iniziativa che domani sarà presentata a Roma alle 18 alla Casa del Jazz: il portale-osservatorio operaicidio.it
Il neologismo Operaicidio definisce la strage sistematica e continua delle morti sul lavoro, e contrasta la tendenza a considerare questi decessi, e più in generale gli incidenti e le malattie professionali, come semplici “infortuni” o fatalità casuali. Perché esistono precise responsabilità istituzionali, economiche e datoriali. La parola che battezza il sito è legata al libro Operaicidio. Perché e per chi il lavoro uccide. Le storie, le cause, i responsabili, pubblicato nel 2025 da Bruno Giordano e Marco Patucchi. Questi ultimi due insieme ad altri sei tra giornalisti e attivisti sono promotori di questa iniziativa. Ascoltiamo Patucchi.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





