La guerra senza freni tra l’attacco al Papa e le bombe che devastano il Libano


 

[Intro: Questo è il momento precedente all’attimo in cui il fotografo Piero Masturzo immortala il ghigno primitivo e bestiale del soldato colono israeliano contro una donna palestinese: la foto di copertina dell’Espresso ha generato malumori nel governo di Netanyahu. Questa è Ad Alta Velocità oggi 15 aprile 2026: nello stesso giorno del 1920 gli anarchici italiani Sacco e Vanzetti vengono accusati dell’uccisione di un contabile e di un agente di sicurezza durante una rapina a un negozio di scarpe. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di guerra in Medio Oriente. Qual è lo stato di salute mentale di Donald Trump? Questa è la domanda da cui parte il tentativo dei dem americani per un impeachment del presidente Usa ma il confine tra furbizia e pazzia per l’immobiliarista di New York è molto labile. L’attacco senza precedenti a un Papa ha visto la reazione di tutto il mondo. In Italia le associazioni cattoliche si sono strette intorno a Leone, a partire dalle Acli fino al Forum del terzo settore che con il portavoce Giancarlo Moretti dice che “gli attacchi del Presidente Trump sono semplicemente indegni e offendono non solo il capo della Chiesa Cattolica ma tutta la comunità dei credenti e tutti quelli che, di fronte al decadimento dei valori umani che vediamo in Medio Oriente, continuano a volere e a operare per la fine dell’orrore delle guerre”. Ascoltiamo la risposta del Pontefice a Trump ripresa dal Tg1

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Il cessate il fuoco non ha interessato il Libano. Israele ha sganciato 160 bombe in un attacco senza precedenti contro il Paese dei cedri: centinaia di vittime di civili e migliaia i feriti, 600 bambini uccisi e feriti, un milione di sfollati. Ascoltiamo la coordinatrice della Ong Arcs in Libano Virginia Sarotto.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale