La libertà di stampa uccisa a Gaza. E anche in Italia la situazione è complicata


 

[Intro: Queste sono le voci e i cori della manifestazione in bicicletta a Barcellona chiede la liberazione dei membri della Global Sumud Flotilla Saif Abu Keshek e Thiago de Avila, rapiti dagli israeliani. Questa è Ad Alta Velocità oggi 5 maggio 2026: nello stesso giorno del 1821 Napoleone Bonaparte muore in esilio sull’isola britannica di Sant’Elena a causa di un tumore allo stomaco. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di libertà di stampa. Il Rapporto annuale 2025 di Media Defence dal titolo “Difendere la verità” mostra che la libertà di stampa è sottoposta a una pressione senza precedenti e sempre più strutturale in tutto il mondo. Per l’organizzazione che aiuta i giornalisti e gli attivisti a difendersi legalmente, il 2025 è stato un anno importante e impegnativo, con 817 casi legali attivi in ​​86 paesi e con un aumento del 133% dei casi dal 2021 in poi. Nel 2025 sono stati uccisi 129 giornalisti ma è Gaza con i territori occupati il luogo dove fare il reporter mette a rischio la vita: la stima è di 272 giornalisti uccisi da Israele.

E in Italia? La situazione non è esattamente buona. Secondo il rapporto Ossigeno per l’informazione il 2025 è stato un anno nero per la libertà di stampa e per la sicurezza dei giornalisti, dei blogger, degli attivisti impegnati a diffondere idee, opinioni, informazioni di interesse pubblico. Fra gennaio e giugno il numero dei giornalisti minacciati è aumentato del 78%. A fine anno l’aumento si è attestato sul 47%, con 759 minacciati rispetto ai 516 del 2024. La situazione è peggiorata anche dal punto di vista qualitativo. Sono cresciute infatti le percentuali delle azioni più violente: le aggressioni (+7%) e i danneggiamenti (+19%). Ascoltiamo il passaggio del Papa sul tema e il commento di Beppe Giulietti, presidente di Articolo 21.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale