Lavoro domestico: entro il 2029 serviranno oltre 2 milioni di collaboratori e badanti


 

[Intro: Questa è la voce di uno degli attivisti della Global Sumud Flottilla durante il flash mob a Roma dove decine di persone si sono messe in ginocchio come sulla nave prigione. Questa è Ad Alta Velocità oggi 11 maggio 2026: nello stesso giorno del 1995 a New York, più di 170 nazioni decidono di estendere indefinitamente e senza condizioni il Trattato di non proliferazione nucleare. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di cura e lavoro domestico. Per coprire il fabbisogno familiare di cura e assistenza nel 2029 in Italia serviranno almeno 2 milioni e 211 mila collaboratori domestici, il 69% stranieri, in massima parte non comunitari. È la stima contenuta nel Paper commissionato da Assindatcolf (Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico) al Centro studi e ricerche Idos, nell’ambito del Rapporto 2026 Family (Net) Work, presentato a Roma. Alla fine di quest’anno, dei 15 milioni di persone con più di 65 anni2,2 milioni “necessiteranno di aiuto”. Proiettando questi dati, “si può stimare che nel 2029 ci sarà bisogno di quasi un milione e 68 mila badanti, di cui 784 mila con cittadinanza straniera (73,4%). Riguardo alla distribuzione territoriale va però rilevato che la concentrazione di queste figure appare inversa a quella dei bisogni, con punte tra il 50 e il 52% nel Centro-Nord. Ascoltiamo Luca Di Sciullo del centro ricerche Idos e Tommaso Lupi vicepresidente Assindatcolf.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale