[Info: Questa è la voce di una funzionaria del Commissariato Onu per i rifugiati palestinesi: Israele è entrato con la forza e ha occupato illegalmente il centro di formazione di Kalandia, a Gerusalemme Est. Questa è Ad Alta Velocità oggi 16 settembre 2026: nello stesso giorno del 1976 la Notte delle matite spezzate: in Argentina un’azione della polizia contro gli studenti delle scuole superiori come uno dei crimini della dittatura dei militari. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di anziani e condizioni abitative. L’Italia invecchia, ma le nostre case e le nostre città non sembrano ancora essersi adeguate a una società che vive più a lungo. È questa la fotografia che emerge dal Terzo Rapporto sulla condizione abitativa degli anziani, “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Auser, Abitare e Anziani e SPI CGIL e presentato a Roma al CNEL.
Il Rapporto analizza l’impatto delle tre grandi transizioni – demografica, digitale e ambientale – e propone un nuovo modello di welfare abitativo. Il dato più evidente è anche uno dei grandi paradossi dell’abitare anziano in Italia: il 90,7% degli over 65 è proprietario della propria abitazione, circa 13 milioni di persone. Solo il 9,3% vive in affitto, con un canone medio di 531 euro. Ma essere proprietari non significa necessariamente abitare bene. Molte abitazioni sono state costruite oltre quarant’anni fa: mancano ascensori, persistono barriere architettoniche, gli impianti possono essere obsoleti e i consumi energetici elevati. Ascoltiamo Claudio Falasca di Auser, uno dei curatori del rapporto.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





