[Intro: Questa è la folla immensa che a Rio de Janeiro festeggia la vittoria di Lula alle presidenziali in Brasile: la mobilitazione di giovani e studenti ha ribaltato il risultato del primo turno. Questa è Ad Alta Velocità oggi 27 ottobre 2026: nello stesso giorno del 2019 muore durante un raid Abu Bakr al-Baghdadi, uno dei 2 fondatori dell’ISIS. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di accoglienza e del no a nuovi Cpr. A Castel Volturno sabato scorso 24 ottobre circa ventimila persone hanno invaso il comune domizio della provincia di Caserta, città simbolo di integrazione e accoglienza. Proprio lì il governo vuole costruire un nuovo Centro per il rimpatrio, scelta che trova la ferma opposizione di un fronte larghissimo che vede in prima linea le Diocesi campane a partire da quelle di Napoli e Caserta.
Le organizzazioni che hanno manifestato rivendicano un’altra urgenza: la sicurezza sociale, un bene che non nasce dalla paura né dalla detenzione. Chiedono infatti comunità solidali, da servizi pubblici che funzionano, dall’accoglienza, dal lavoro regolare, da scuole aperte e vive, dalla tutela della salute. Castel Volturno è la lente d’ingrandimento attraverso cui osservare le conseguenze di decenni di politiche migratorie razziste e fallimentari, ma è anche da sempre un baluardo di promozione umana e di resistenza. Ascoltiamo il vescovo di Napoli don Mimmo Battaglia, Stefania N’Kombo di Lunaria e Mariateresa Imparato di Legambiente.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





