Un anno di “Baraonda” (Cafè) ci racconta che l’inclusione lavorativa si può fare


 

[Intro: Questo è l’applauso record da 25 minuti per la Biennale di Venezia, è per “Naza”: il film che fa parlare i carnefici di Gaza in cui ufficiali dell’IDF spiegano il “sistema” alla base dello sterminio di civili. Questa è Ad Alta Velocità oggi 14 settembre 2026: nello stesso giorno del 2005 a Baghdad: una serie di attentati causa 154 morti ed oltre 500 feriti, per la maggior parte sciiti. Al Qaida rivendica le stragi. Ben trovati da Giuseppe Manzo].

Oggi parliamo di inclusione e di lavoro. Dalla cronaca estiva drammatica sui caregiver e la loro solitudine ci sono esperienze che si affermano anche in luoghi dove marginalità sociale e territoriale fanno da padrone. Compie 1 anno il Baraonda Cafè gestito da Tam cooperativa sociale a Cercola, in provincia di Napoli: il primo bar inclusivo per giovani neurodivergenti in Campania. In dodici mesi sono stati 8 i giovani che hanno lavorato al Baraonda. Oggi sono 7, organizzati in due team: Baraonda Cafe e Baraonda On the Road. Due giovani hanno raggiunto un contratto a tempo indeterminato con TAM e Baraonda, mentre un altro ha concluso il proprio percorso dopo aver trovato lavoro in una grande azienda del proprio settore di studi: un risultato che rappresenta concretamente uno degli obiettivi dell’inserimento lavorativo, ovvero acquisire competenze e autonomia per poter costruire il proprio percorso professionale.

Il progetto è nato grazie alle risorse di “Si può fare”, vincitore del Bando Autismo della Regione Campania, oltre all’investimento di TAM Cooperativa Sociale. Nel corso dell’anno il progetto si è ulteriormente sviluppato con la nascita di Baraonda On the Road, sostenuto dal bando “Semi di Bene” di CSV Napoli e UniCredit. Ascoltiamo Rosario, uno dei giovani lavoratori, e Agostino Borroso, vicepresidente di Tam.

Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale