Oltre la competizione – A Bolzano un atto vandalico e razzista ha coperto tutte le raffigurazioni di bambini neri sul murale dedicato al valore inclusivo dello sport: un gesto che ha subito suscitato la ferma condanna da parte della città.
Il murale in questione si trova nel parco delle Semirurali, a Bolzano. Un’opera che nelle intenzioni dell’autore voleva celebrare lo sport come strumento di unione e collaborazione. Ora il bambino nero raffigurato nelle illustrazioni è stato coperto con la vernice, deturpando il murale e il messaggio che voleva lanciare.
A segnalare l’atto vandalico è stato il Team K, che ha parlato di “atto razzista che colpisce i nostri concittadini di colore e, in un parco frequentato ogni giorno da famiglie e che richiama una storia comune di diversità e convivenza, colpisce soprattutto i bambini”.
Il sindaco Corrarati, parlando con Ansa, esprime la sua ferma condanna: “Questa non è la città che io voglio, non è la città che vogliamo e non è la città che deve essere. Parallelamente tutti noi dobbiamo avere dei toni giusti su questi temi, perché ogni cosa crea un innesco e l’innesco crea delle azioni e queste azioni incendiano in qualche modo la comunicazione all’interno della nostra città e inseriscono degli elementi anche in qualche modo di violenza”.
Non si tratta dell’unica polemica riguardante un murale e la rappresentazione di figure nere. Negli ultimi giorni sono salite all’onore delle cronache le polemiche per lo stop a un altro murale: quello che doveva nascere sul muro della scuola Ada Negri nell’ambito del progetto Ella.
È notizia degli scorsi giorni, infatti, che le artiste avessero intenzione di rappresentare delle figure femminili nere ispirate ai tarocchi. Sull’argomento si è espressa l’assessora alle pari opportunità Patrizia Brillo (Fratelli d’Italia), che ha detto al quotidiano Alto Adige: “Prima le artiste mi hanno detto che le figure femminili, ispirate ai tarocchi, sarebbero state nere; poi color ottanio. Della serie: o così o niente. Ho proposto un compromesso: una bianca e una ottanio. Stavo aspettando una risposta, quando è scoppiata la polemica. Ho portato la questione in giunta e si è deciso di non fare più nulla”.
Il progetto si è quindi bloccato con varie critiche da parte dei partiti, soprattutto quelli di opposizione. Le Donne Democratiche scrivono: “Siamo alla politica che decide quali donne possono essere rappresentate, quali colori sono ammessi, quali storie meritano spazio pubblico. Non si cancella solo un disegno su un muro. Si calpestano i principi delle istituzioni. Si dice a una parte di questa città, plurale e diversa, che è invisibile”.





