Sicurezza sul lavoro, sei vittime in soli tre giorni


Tragedia senza fine – Negli ultimi tre giorni nel nostro Paese sei persone sono morte sul lavoro. Una strage – afferma il presidente Anmil Amedeo Bozzer – alla quale non possiamo rassegnarci. L’associazione – spiega – continuerà ad offrire alle famiglie ascolto, orientamento e supporto nel percorso di tutela dei loro diritti, affinché nessuno debba affrontare da solo, oltre al dolore della perdita, anche le difficoltà che ne conseguono”.

“Di fronte a queste tragedie, il cordoglio e l’indignazione non bastano. Le famiglie, già sopraffatte dalla perdita dei propri cari, si trovano spesso ad affrontare anche percorsi burocratici complessi e lunghi per ottenere risposte e giustizia, con il rischio di vedere ulteriormente aggravata la propria sofferenza. A loro dobbiamo garantire non soltanto vicinanza e solidarietà, ma anche sostegno concreto e tutela dei diritti”.
A confermare la gravità del fenomeno sono i dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026: 404.809 denunce di infortunio in occasione di lavoro, in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025; 701 denunce di infortunio mortale, in crescita del 2,9%; 74.542 denunce di malattia professionale, con un incremento del 16,3%.
“Questi dati richiedono risposte concrete, non nuove dichiarazioni di principio. È indispensabile una strategia nazionale efficace e verificabile, che rafforzi la prevenzione, assicuri controlli adeguati e intervenga sui rischi prima che si traducano in tragedie. La sicurezza deve essere una priorità effettiva, sostenuta da risorse, strumenti e responsabilità precise”, prosegue Bozzer.
“Anmil rinnova la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e conferma la propria disponibilità ad affiancarle, offrendo ascolto, orientamento e supporto nel percorso di tutela dei loro diritti, affinché nessuno debba affrontare da solo, oltre al dolore della perdita, anche le difficoltà che ne conseguono”, conclude Bozzer.