Voyager a Napoli: l’arte di Mahama tra viaggio, accoglienza e dialogo


Voyager – In piazza Municipio a Napoli la nuova installazione dell’artista ghanese Ibrahim Mahama che mette in relazione l’Africa occidentale e il Mediterraneo attraverso il tema del viaggio, dell’accoglienza e del dialogo fra culture.

A pochi passi dal porto di Napoli, spiccano le tre imbarcazioni in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, realizzate appositamente per l’occasione e costruite con modelli e tecniche tradizionali del Ghana: parzialmente immerse nel suolo della piazza, assumono una presenza al tempo stesso concreta e straniante, trasformando uno degli spazi pubblici più rappresentativi della città in un luogo sospeso, nel quale l’idea del viaggio si confronta con quella della permanenza. “È un’installazione che si ispira alla vocazione della città – ha affermato il sindaco, Gaetano Manfredi – una grande città del Mediterraneo, che guarda con attenzione all’Africa. Napoli è una città aperta, inclusiva, in dialogo con tutte le sponde del Mediterraneo. Credo che quest’opera rappresenti molto il principio dell’accoglienza e del dialogo fra culture che è proprio della nostra città”. Il lavoro richiama alcuni dei temi centrali della ricerca di Mahama quali le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, la memoria dei materiali, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità. Le tre barche possono evocare i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche, e richiamare le esperienze di chi affronta il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. La loro posizione, parzialmente immersa nel suolo della piazza, suggerisce anche la dimensione tragica di questi attraversamenti e il destino di quanti non riescono a raggiungere la riva.