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Un grido Comune


“Basta con i tagli lineari. È ora di premiare la virtuosità”. Dopo il Terzo Settore, scendono in piazza le amministrazioni comunali contro la spending review che toglie risorse al sociale e agli enti locali. Sul piede di guerra anche le Province, mentre le Regioni chiedono un tavolo urgente al Governo sul welfare.
 

Legacoop Palermo punta sui giovani


Creato un dipartimento ad hoc per la nascita di nuove imprese. Ce ne parla il presidente Filippo Parrino “il primo ostacolo è il locale, cioè dove fare le riunioni dove mettere la sede della cooperativa. Quindi il primo ostacolo è il costo dell’affitto della loro sede. Noi abbiamo dei locali della Lega delle Cooperative e abbiamo pensato bene di stringerci e di prendere due stanze e metterle a disposizione delle cooperative costituite ma che hanno difficoltà a trovare un locale oppure per riunirsi e mettere in pratica la loro idea”.
 

Editoria più povera


Chiude il mensile di Emergency che nel 2011 aveva tentato di portare nelle edicole i grandi temi della cultura dei diritti e della pace, i reportage dai teatri di guerra e dagli ospedali. “Una scelta dolorosa ma necessaria – spiega Gino Strada – perché ci siamo trovati a scegliere se tenere aperte queste attività di informazione e gli ospedali. E abbiamo fatto una scelta anche se ci colpisce al cuore”.
 

L’agricoltura biologica cresce ancora


Nonostante la crisi, il settore conta più di 48mila addetti, +1,3% rispetto al 2010. Sono 48.269 le persone che ci lavorano. La regione con maggiore presenza di aziende agricole biologiche si conferma la Sicilia, seguita dalla Calabria.
 

Tagli anticostituzionali


Gare d’appalto al massimo ribasso e restrizioni dei contributi pubblici. L’articolo 4 della spending review fa insorgere tutto il Terzo settore, dalle associazioni di promozione sociale a quelle di promozione sportiva.  Anche la Campagna Sbilanciamoci denuncia che il testo “è in contraddizione con la Costituzione che fa riferimento alla particolare funzione sociale del movimento cooperativo”.
 

La spending review cancella il non profit


Tutto nero su bianco nell’articolo 4 del decreto. Il servizio è di Giuseppe Manzo: l’articolo 4 della spending review impedirebbe agli enti pubblici di dare risorse a volontariato, cooperative e a tutto il mondo sociale. Questo l’allarme lanciato da Federsolidarietà che parla di effetti devastanti per la cooperazione sociale italiana. Il Presidente dell’associazione Giuseppe Guerini non ha dubbi e dice “rischiamo di arretrare sia nella sussidiareità territoriale sia nell’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate che sono migliaia. Bisogna inserire un emendamento che fa salva una normativa ragionevole e utile per il Paese già adottata come buona pratica anche in Europa. Questo allarme si aggiunge alle tensioni di ieri per la cancellazione dell’Osservatorio per le associazioni di promozione sociale e volontariato”.
 

Mamma et labora


Iniziativa del Modavi contro il fenomeno delle ragazze madri. Ce ne parla il presidente, Irma Casula. “Mamma et labora è un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso la L. 383/2000. E’un progetto attraverso il quale abbiamo provato a dare a tante ragazze madri, presenti su tutto il territorio nazionale, degli strumenti per potersi inserire meglio nel mondo del lavoro. Le ragazze madri sono oggi forse una di quelle categorie tra le più colpite dalla disoccupazione e dalla difficoltà di cercare un lavoro, proprio perché vivono da sole una maternità che chiaramente le mette ancora di più in una condizione di difficoltà e disagiata”.

Povera Italia


Una famiglia su dieci è a rischio povertà, che diventa una su quattro al Sud. È questa la nuova fotografia dell’Istat che non lascia scampo. Una situazione “vergognosa e da paese incivile”, commenta il Codacons che invita il governo a mettere mano a questa emergenza.
 

Voli per tutti


Storico accordo oggi tra la Fish e Gesac, l’ente gestore dell’Aeroporto di Napoli Capodichino per la mobilità delle persone con disabilità. L’obiettivo è di aumentare i parcheggi, i percorsi pedonali, avere dunque un approccio rispettoso dei diritti umani. Così da adeguarsi agli standard più elevati di qualità e di attenzione ai diritti dei passeggeri.
 

Green economy e ramazza


A Parma la raccolta differenziata è fatta in gran parte da cooperative sociali. Sono 10 quelle appartenenti al Consorzio solidarietà sociale che si occupano di ambiente. Danno lavoro a circa 600 persone, di cui almeno 250 in condizioni di disagio. Si tratta di realtà che hanno investito in servizi per l’ambiente, come ad esempio la raccolta porta a porta di rifiuti.