Chiusura Opg, le Rems sono già piene e il governo richiama all’ordine le regioni. Il servizio è di Anna Monterubbianesi. “Dal 31 marzo gli ospedali psichiatrici giudiziari avrebbero dovuto chiudere per lasciare il posto alle Rems, le residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, per le quali sono stati messi a disposizione delle Regioni 173 milioni di euro. Ad oggi però, sebbene gli internati negli Opg si siano ridotti notevolmente, vi restano rinchiuse ancora 300 persone e in molte regioni le Rems non sono partite o non sono a regime. Le poche aperte devono quindi aprire le porte anche per quelle chiuse, con ripercussioni sulla sicurezza dei pazienti e con evidenti grandi difficoltà. Molto preoccupato per i ritardi è il Governo, che sta valutando il commissariamento delle Regioni inadempienti, e che ha richiamato le amministrazioni ad un maggior impegno nella realizzazione delle Rems individuate sul territorio di competenza.”
Confinati
A Ventimiglia oltre trecento migranti restano “sospesi” all’interno delle strutture di accoglienza. In ottanta presidiano giorno e notte le scogliere, ad un passo dalla Francia. Ad assisterli, tra le tante associazioni presenti, c’è anche la Caritas. Ascoltiamo il responsabile locale, Maurizio Marmo. “La situazione è ancora bloccata perché la Francia continua a fermare le persone che intendono attraversare il confine e quindi ci sono migranti sia a ridosso del confine verso gli scogli sia nell’area della stazione, dove è stato allestito una sorta di campo temporaneo di accoglienza. Comunque ci sono persone che vanno via, che forse riescono ad attraversare la frontiera e altri che arrivano, il cui numero continua a essere abbastanza significativo.”
Si parte
Dopo due anni di stop, torna il bando straordinario di servizio civile anche per progetti di accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili. Saranno in totale 985 i ragazzi coinvolti anche in altre attività, come la cura dell’ambiente e del patrimonio artistico.
In cattive acque
Nel Mediterraneo sono presenti 80 specie diverse di squali, la maggior parte in Italia. Il nostro Paese, però, ha la più alta percentuale di razze minacciate al mondo. Sharklife è il primo maxi-progetto, promosso da Cts, dedicato alla conservazione e la tutela di questi animali.
Mangia bene, cresci bene
È la campagna promossa dal Moige che ha attraversato tutta Italia coinvolgendo oltre 370 scuole, tra medie ed elementari, per un totale di circa 40 mila studenti e famiglie. Un bilancio nelle parole di Elisabetta Scala, vice presidente del Movimento italiano genitori. “Ci sono stati due momenti informativi, uno rivolto direttamente ai ragazzi e uno rivolto agli adulti. Questo proprio per imparare in casa sin da piccolini delle buone abitudini di educazione alimentare che possano essere la prevenzione di quei fenomeni purtroppo seri e importanti di sovrappeso, se non addirittura di obesità, che sono presenti nei nostri bambini sin da piccoli, in particolare nell’età 6-10 anni. La cosa interessante sarà anche verificare come gli studenti stessi hanno recepito il messaggio.”
Una vittoria di civiltà
La Corte costituzionale dichiara illegittima la norma che prevede come requisito necessario per la partecipazione al servizio civile quello della cittadinanza italiana. Il servizio di Anna Monterubbianesi. “I giovani stranieri regolarmente residenti in Italia possono finalmente presentare la loro domanda di iscrizione al servizio civile. Giunge così a conclusione la vicenda del giovane pakistano residente nel nostro Paese che si era visto rifiutare la partecipazione al servizio civile perché non in possesso della cittadinanza italiana. La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un’opportunità di integrazione fondamentale per i cittadini stranieri e un passo importante per la formazione alla cittadinanza. Soddisfatto il mondo dell’associazionismo che aveva seguito con partecipazione il caso. Così il Portavoce del Forum Terzo Settore, Pietro Barbieri: “Questa sentenza è un segnale di civiltà doveroso che attendevamo da tempo e che restituisce giustizia a tutti quei giovani stranieri che esprimono il desiderio di offrire il loro impegno, in maniera civile, volontaria e responsabile, in progetti di servizio civile e di difesa non armata della patria. Questa sentenza restituisce dignità a chi emigra in un altro Paese.””
#vergognatieuropa
È l’ashtag lanciato da Medici senza frontiere contro l’immobilismo dell’Unione per far fronte alle crisi umanitarie in atto. Un appello ai leader del vecchio continente affinché ripensino in modo radicale le proprie politiche migratorie, per offrire vie legali e sicure a chi cerca protezione. Ai nostri microfoni il direttore generale della ong, Gabriele Eminente. “Si deve vergognare di un atteggiamento che fino ad oggi è stato caratterizzato più che altro da un’attenzione alle ricadute elettorali delle possibili scelte. In questo momento invece c’è bisogno di un colpo d’ala, c’è bisogno che i politici si ergano a statisti, sperando che siano in grado di farlo. Veramente facciano un passo avanti per ripensare in maniera radicale le politiche migratorie del nostro continente.”
Altro che buona scuola
Mentre Renzi impone al Senato la fiducia sul maxi-emendamento sulla riforma dell’istruzione, continuano in tutta Italia le manifestazioni di docenti, studenti e famiglie. Nel pomeriggio a Roma nuova mobilitazione di associazioni e sindacati contro un disegno di legge che scontenta tutti.
Tutto pronto
Già attiva la macchina di solidarietà per avviare la raccolta di beni in vista del prossimo campo internazionale Emmaus “Passione Civile”, per la prima volta a Palermo. Sono, infatti, 300 i volontari iscritti al progetto che si terrà nel capoluogo siciliano dal 5 luglio al 30 agosto.
Tira una brutta aria
Oggi si tengono a Roma gli Stati generali sui cambiamenti climatici. Una coalizione di forze lancia cinque idee per colmare il gap italiano. Ai nostri microfoni Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente. “Bisogna fare una rivoluzione culturale, che riguarda però anche i “grandi” della Terra, non solo la popolazione, non solo la gente comune. Bisogna cioè cominciare a pensare a un altro progresso, a ridefinire il progresso. Se c’è una pressione e una consapevolezza da parte della gente comune nei confronti della politica a tenere gli occhi accesi su questi temi, essi cominceranno a pesare di più e ciò comporterà una modifica delle politiche.”




