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Casa dolce casa


A Ravenna sono 17 i posti per giovani in uscita da percorsi in comunità, case famiglia e affido per un anno gestiti dall’associazione Agevolando. I requisiti? Un piccolo stipendio da lavoro o tirocinio e la maturità per gestire la quotidianità. Al termine del periodo c’è l’accompagnamento verso la reale autonomia.

A rischio i più vulnerabili


Un ritardo di oltre un anno, per pagamenti pari a nove milioni di euro. È il debito accumulato dal Comune di Roma nei confronti di enti, associazioni, cooperative sociali, parrocchie, realtà religiose e laiche, che si occupano dei servizi alla persona. Francesca Danese, portavoce del Forum terzo Settore del Lazio. (sonoro)

Freddo killer


Solo a Milano quattro clochard sono deceduti, nonostante i 2.700 posti offerti da comune e terzo settore. Molti rifiutano di andare in dormitorio. Per cercare di intercettarli si punta su piccoli centri di accoglienza e appartamenti. L’appello del sindaco Sala: “Non dormite per strada con queste temperature, abbiamo ancora 200 letti liberi”.

Aiutati a casa nostra


Sono 1196 le famiglie che hanno espresso la volontà di ospitare un rifugiato, 3448 in cerca di ospitalità e 120 le convivenze già realizzate in due anni. Sono questi i numeri del progetto Refugees Welcome. “Da giugno – sottolineano i volontari dell’associazione ” c’è stata una crescita delle domande di chi offre un tetto a chi non ne ha”.

Un’occasione persa


La Conferenza sul Clima di Katowice, in Polonia, si chiude senza un chiaro impegno dei governi. La denuncia di Legambiente, nel servizio di Anna Monterubbianesi.

La conferenza delle Nazioni Unite COP24 sul cambiamento climatico riunita a Katowice, in Polonia, non è riuscita a definire un chiaro impegno di tutti i paesi a rafforzare, entro il 2020, gli obiettivi di riduzione e contenimento del surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5 gradi centigradi, né tantomeno ad adottare il Rulebook, il quadro normativo in grado di dare piena attuazione all’Accordo di Parigi e a garantire un adeguato sostegno finanziario ai paesi in via di sviluppo che devono far fronte a devastanti impatti climatici. Un insuccesso – secondo Legambiente – e un risultato in forte contrasto sia con il grido di allarme lanciato dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, sia con le crescenti mobilitazioni dei cittadini che chiedono una forte azione globale capace di rispondere alla crisi climatica che stiamo vivendo. I prossimi due anni devono servire a costruire partnership capaci di raggiungere il livello di ambizione che la scienza ritiene indispensabile per superare la crisi climatica”.

Il pasto della Solidarietà


Domani una lunga tavola ideale collegherà l’Italia, da Nord a Sud, nella manifestazione promossa da Croce Rossa. Oltre mille persone a rischio esclusione sociale sedute insieme. Più di cinquecento volontari impegnati nella preparazione e distribuzione dei pasti e il coinvolgimento di rinomati chef stellati.

Le brutte parole


Da “pacchia” a “invasione”: sui migranti stesso tono ansiogeno da anni. È la sintesi del sesto rapporto dell’associazione Carta di Roma, che analizza le prime pagine di 5 quotidiani e i Tg di 7 reti generaliste. Diminuiscono gli arrivi, ma “l’informazione resta centrata sull’emergenza”. Per il presidente Valerio Cataldi: “Verità, uso corretto delle parole e obiettività dei numeri sono il solo argine agli spaventatori”.

Aria nuova


“Serve una profonda riconversione del sistema energetico e industriale italiano, se vogliamo raggiungere gli obiettivi firmati con l’Accordo di Parigi sul Clima, a partire dalle imprese direttamente controllate dal Governo come l’Eni”. È l’appello che Legambiente, Greenpeace e Wwf lanciano al vicepremier Di Maio affinché si definisca all’interno del Piano Nazionale energia.

Allo sbando


Per gli enti del terzo settore che in Lombardia si occupano di accoglienza di migranti, il decreto sicurezza rappresenta una sorta di anno zero. Il servizio di Anna Monterubbianesi. Il decreto sicurezza visto dai centri d’accoglienza significa migliaia di migranti in strada e oltre cento mediatori culturali senza lavoro. Queste le previsioni di Progetto Arca, Caritas Ambrosiana e cooperativa Aeris a Milano che fanno il punto su un decreto che di sicurezza sembra avere ben poco. C’è infatti un aspetto importante, le nuove linee guida del Viminale prevedono una drastica riduzione dei compensi riconosciuti per ogni persona ospitata, da 35 a poco più di 20euro al giorno, che significa offrire solo vitto e alloggio. Ma le realtà di Terzo settore non ci stanno ad accogliere senza poter contemporaneamente attivare percorsi di vera integrazione. E se già in questi anni per le Prefetture è stato molto difficile trovare luoghi e comuni dove ospitare i profughi, ora ci saranno difficoltà anche per gli enti disponibili a gestire i centri di accoglienza, con il rischio che ai bandi si presentino solo le realtà che mirano unicamente a incassare. Il Decreto Sicurezza in sostanza renderà più difficile per i migranti trovare un lavoro regolare, inserirsi nella società, vivere una vita normale.