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Allo stremo


Appello della presidente Arci, Francesca Chiavacci, al Governo. “Senza aiuti non possiamo più garantire la sopravvivenza delle nostre strutture e un terzo di queste non riaprirà. Servono misure e fondi concreti a sostegno dei nostri circoli, che svolgono un ruolo di promozione di una socialità sana e sicura e che in alcuni piccoli paesi, o nelle periferie rappresentano l’unico presidio di socialità e solidarietà.”

Un vaccino contro la solitudine


La proposta di Uneba, voce delle Rsa non profit: assieme agli anziani vacciniamo anche un familiare. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

Il vaccino contro il Covid 19 è fondamentale per le persone fragili accolte nelle Rsa e nelle strutture per persone con disabilità. Ma vaccinare insieme a loro anche un familiare sarebbe una scelta che potrebbe davvero fare la differenza contro la solitudine. Riallacciare le relazioni- dichiara il presidente di Uneba Franco Massi – sarebbe un vero “vaccino contro la solitudine” per l’anziano, oltre che una importante fonte di benessere psicofisico.

Vaccinazioni in arrivo


Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, insieme a Cittadinanzattiva sta realizzando una piattaforma digitale per definire le priorità sulle vaccinazioni anti-Covid e la prenotazione dei pazienti, che interagirà con quella nazionale. La piattaforma dovrebbe operare attraverso un algoritmo che, in base ai parametri caricati, la storia sanitaria del paziente, l’età, l’anamnesi, dovrebbe individuare le persone a rischio che devono essere vaccinate per prime.

Pensare al Paese


L’associazionismo è in campo. Acli e Arci si appellano al presidente della Repubblica e chiedono di trovare una soluzione della crisi politica, che dia un orizzonte certo all’Italia, a partire dal Recovery fund, dalla definizione di un piano vaccinale, al ritorno a una didattica a scuola, a ristori che sostengano le categorie più colpite. Il rischio è che l’instabilità venga scaricata soprattutto sui cittadini.

Questioni di priorità


Una petizione sulle carceri lanciata da La Società della Ragione onlus e rivolta al ministro Speranza e al commissario straordinario Arcuri ha già raccolto oltre 1.500 firme. Come nelle Rsa, anche negli istituti di pena il rischio di rapida diffusione del virus è molto alto. “Nelle carceri vivono e lavorano più di 100.000 persone; oltre a detenuti e detenute, anche operatori di polizia penitenziaria, personale socio-sanitario, amministrativo e di direzione. Potenziali diffusori del virus al di fuori”.

Voglia di normalità


A quasi un anno dall’inizio dell’emergenza gli studenti vogliono rientrare a scuola. Con la didattica a distanza si perdono stimoli, aumentano passività e rischio di dispersione scolastica. E’ l’appello di Sos Villaggi dei Bambini. L’Unicef rincara: chiudere le scuole per un altro anno avrà ripercussioni sulle generazioni future: sono state colpite competenze di base, dalla lettura alla matematica. A rischio anche la salute e lo sviluppo.

Nuovi poveri


I volontari di Emergency hanno distribuito 260 pacchi alimentari a 130 famiglie di Catanzaro. Il servizio di Anna Monterubbianesi.

Si aggiunge la Calabria al progetto “Nessuno escluso” promosso da Emergency che dallo scorso maggio ha consegnato oltre 52 mila pacchi alimentari a 2.300 famiglie tra Milano, Roma, Napoli e Piacenza, per far fronte agli effetti sociali ed economici causati dalla pandemia, grazie all’aiuto di quasi mille volontari sul campo, alle tante associazioni e alle istituzioni del territorio.

Ogni famiglia sostenuta dal progetto riceve settimanalmente un pacco alimentare secondo il proprio numero di componenti, al quale si aggiungono mensilmente un pacco di prodotti per la pulizia della casa e uno per l’igiene personale.

Vittoria


Accolta in Campania la richiesta di vaccinazione anti-Covid per le persone con disabilità e per gli operatori residenti nelle Rsa e nei Centri Diurni avanzata da Fish e Anffas con il sostegno del Forum del Terzo Settore del territorio, in considerazione dell’alto rischio dell’insorgenza di focolai in queste strutture e la fragilità degli ospiti e gli operatori coinvolti in questi servizi.

Generosità condizionata


Il Covid-19 ha segnato il 2020 in maniera indelebile anche nel campo delle donazioni, con record in Italia e nel mondo. Ma nonostante il fatto che il 65% degli interpellati abbia visto nel Terzo settore il soggetto che più si è speso per il bene del Paese, il grosso delle donazioni è andato a enti pubblici come la Protezione Civile e gli ospedali con l’obiettivo di contribuire ad acquistare attrezzature e DPI o per l’allestimento di nuovi reparti. Il dato emerge dal Sesto Italy Giving Report di Vita.