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Un altro approdo è possibile


Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che modifica alcune parti della normativa precedente su sicurezza e immigrazione. Soddisfazione delle associazioni che evidenziano però anche alcuni punti critici. “Una nuova stagione nel segno dei diritti e dell’interesse generale” è il commento dell’Arci e “Solo un primo passo verso una radicale riscrittura delle politiche sulle migrazioni” è l’auspicio del Cnca.

Ri-vivere insieme


Parte nella provincia di Salerno il progetto di housing sociale per padri separati, che offre ospitalità, percorsi di orientamento socio-lavorativo e di sostegno all’autonomia e la possibilità di sperimentare un welfare generativo, in grado di praticare la solidarietà come stile del vivere comune. Il sostegno è della Fondazione Con Il Sud.

La metà del cielo


Il Giusto Mezzo, un gruppo di donne della società civile, scrive una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e a tutto il Governo per chiedere il 50% dei fondi del #RecoveryFund per politiche integrate. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

Oltre 22.000 donne hanno firmato la lettera indirizzata al presidente del Consiglio per chiedere che almeno metà delle risorse del Recovery Fund siano destinate a politiche integrate di genere e a interventi sistemici in grado di attivare un effetto moltiplicatore del pil. La richiesta parte da Il giusto mezzo, movimento di donne della società civile e si basa su uno studio che dimostra come i fondi siano ad oggi in maggioranza destinati a settori tradizionali e ad elevata concentrazione di forza lavoro maschile, quando in realtà l’attuale crisi economica e sociale ha colpito maggiormente settori lavorativi a concentrazione femminile, come il settore della salute e i servizi alla persona.

Secondo i dati dell’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, solo il 45% del tempo lavorativo delle donne viene retribuito, a fronte del 67% degli uomini. Tra le richieste principali: il rafforzamento delle infrastrutture sociali per la cura della prima infanzia e il rilancio dell’occupazione femminile.

Nasce la rete nazionale dei beni comuni


Messina torna protagonista a livello nazionale attraverso una “due giorni” dedicata alla prima Assemblea Nazionale della Rete dei Beni Comuni. L’evento – dal titolo “Mettiamoci in comune” – si è tenuto ieri presso la Fondazione Horcynus Orca (a Torre Faro, Messina). E si concluderà oggi .

A promuoverlo la costituente Rete dei Beni Comuni: Alleanza della Generatività, AlterLab, Associazione CommON, Asvis, Comitato Rodotà, Confcooperative-Federsolidarietà, Favara Cultural Park, Fondazione Finanza Etica, Fondazione Horcynus Orca, Fondazione Riusiamo l’Italia, Forum delle Associazioni Familiari, Forum del Terzo Settore, L’incontro, L’Italia che cambia, On! Impresa Sociale, Vita, R&P Legal, Slow Food Italia, Social Innovators Community e Symbola

Mal’aria


L’85% delle città italiane non raggiunge la sufficienza per la qualità dell’aria. Maglia nera per l’inquinamento alle grandi città come Roma, Milano, Torino e Palermo. Emerge dal nuovo rapporto di Legambiente ‘Mal’aria’ che analizza i dati sull’inquinamento dal 2014 al 2018, tenendo in considerazione i valori dell’Oms. Per l’associazione serve modernizzare il Paese e mettere in atto misure che vadano oltre il solo blocco del traffico. Il governo italiano, grazie al Recovery fund, ha un’occasione irripetibile.

Prevenire il disastro


Rendere sicuro il futuro di milioni di italiani che vivono in zone a rischio sismico o idrogeologico: è l’obiettivo di Action Aid che ha presentato sette linee guida per prevenire e gestire le calamità naturali attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto direttamente i territori.

Ascoltiamo Elisa Visconti, responsabile del Dipartimento programmi dell’organizzazione.

 

 

Svolta rischiosa


Preoccupazione del Forum del Terzo Settore della Calabria per la scelta dell’Azienda sanitaria di Reggio, di selezionare liberi professionisti per l’assistenza domiciliare integrata. In una nota si sottolinea come si dimentichi che sino ad oggi sia stato il mondo del no profit, attraverso le sue associazioni e cooperative sociali, a fornire tale servizio su tutto il territorio provinciale, garantendo professionalità, continuità e un’adeguata risposta ai bisogni delle comunità.

S.o.s. Servizio Civile


127 enti pubblici e del privato sociale scrivono a Conte, Spadafora e Gualtieri per il futuro dei giovani. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

Dopo mesi di incontri, elogi e promesse il futuro del Servizio Civile Universale è giunto a un passaggio decisivo. Un futuro che solo scelte economiche e politiche del Governo possono cambiare. Questo in breve l’appello che 127 organizzazioni private e pubbliche hanno inviato al Presidente del Consiglio, al Ministro con delega al Servizio Civile  e al Ministro dell’Economia, per chiedere, in vista della prossima presentazione al parlamento della Legge di Bilancio, di finanziare in maniera adeguata il Servizio Civile Universale, e stabilizzare a 50.000 all’anno le opportunità per i giovani. Serve – proseguono le associazioni – una precisa scelta politica del Governo e l’attuazione di una Programmazione Triennale.

In ginocchio


Dopo i difficili mesi in prima linea contro la pandemia le associazioni lombarde lanciano l’allarme e chiedono a Regione e Governo risorse per continuare a garantire i servizi. Le spese sostenute sono state enormi, e le conseguenze facili da immaginare: taglio dei servizi ai più fragili, perdita di posti di lavoro, aumento dei costi a carico delle famiglie. Uno scenario drammatico, per un lavoro di assoluta rilevanza sociale.

Guardando al futuro


Ratificata anche in Italia la Convenzione di Faro, sul valore del patrimonio culturale per la società. Con essa si sancisce che le comunità possano prendersi cura di tale patrimonio per “sostenerlo e trasmetterlo alle generazioni future”, rendendolo accessibile a tutti. Soddisfatto il Terzo Settore che potrà rafforzare il suo impegno in questo campo coinvolgendo attivamente i cittadini.