Braccianti meno invisibili ma il reddito di emergenza resta in quarantena

 

E decreto di aprile fu, anzi maggio. La manovra da “dopoguerra” coinvolge i lavoratori, soprattutto attraverso gli ammortizzatori sociali.

E lascia profonda delusione per chi come Asvis e Forum Disuguaglianze Diversità chiedeva un reddito di emergenza: ne viene fuori una misura tampone di 400 euro per due mesi per chi non ha alcuna forma di reddito.

Soddisfazione invece per la regolarizzazione dei braccianti immigrati sfruttati dal caporalato: potranno beneficiare i cittadini stranieri con un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 e non rinnovato o già presenti in Italia prima dell’8 marzo di quest’anno, ma anche coloro che saranno in grado di dimostrare di aver lavorato regolarmente nei settori dell’agricoltura, dell’assistenza alla persona o del lavoro domestico (colf e badanti).

Inoltre, per far fronte alle richieste di manodopera in agricoltura, una norma permette ai percettori di Reddito di cittadinanza, di NASpI, DIS-COLL e ammortizzatori sociali di accettare una proposta di lavoro senza perdere il diritto al beneficio. Che arrivino soldi e lavoro, il Paese brucia per il contagio di un altro virus: la povertà.

 

Giuseppe Manzo giornale radio sociale