[Intro: Queste sono le voci di centinaia di attivisti ebrei di Jewish Voice for Peace che hanno riempito la grande stazione centrale di New York scandendo “LET GAZA LIVE” per chiedere la fine della guerra.. Questa è Ad Alta Velocità oggi 13 ottobre 2026: nello stesso giorno del 1943 durante la Seconda guerra mondiale il nuovo governo italiano presieduto da Pietro Badoglio si schiera con gli Alleati e dichiara guerra alla Germania. Ben trovati da Giuseppe Manzo].
Oggi parliamo di pace in tempo di guerre. È possibile essere obiettori non solo alla leva militare ma anche nel complesso della vita civile per opporsi alla guerra? È iniziata la raccolta firme per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” promossa da EMERGENCY per la campagna R1PUD1A. La legge chiede di riconoscere a tutti i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, quindi di poter esercitare il proprio rifiuto di mettere a disposizione della guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni.
La proposta nasce dalla volontà di rendere effettivo un diritto che EMERGENCY considera fondamentale: la possibilità per ogni persona di scegliere di non partecipare alla guerra. E prevede l’istituzione in ogni Municipio di un Registro dell’obiezione alla guerra: ciascun cittadino potrebbe dichiararsi presso il proprio Comune di residenza “obiettore di coscienza alla guerra”. Ascoltiamo il coordinatore della campagna R1PUD1A Claudio Jampaglia.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale





