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Ogni giorno in Italia 165 morti premature legate all’aria inquinata
13 Maggio 2022
Le voci di protesta che si sono levate in tante parti del mondo dopo l’uccisione della giornalista Shireen Abu Akle da parte dell’esercito israeliano durante gli scontri a Jenin.
Oggi parliamo di ambiente e salute ritorniamo sulla correlazione tra i’inquinamento atmosferico e morti premature: in Italia sono circa 60 mila persone l’anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.
Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l’agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d’Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca.
Sono alcuni dei dati chiave del Position paper “La qualità dell’aria”, pubblicato da parte del Gruppo di lavoro dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile – Asvis sul Goal 11 (Città e comunità sostenibili), contenente un’analisi aggiornata e una serie di proposte sul fenomeno dell’inquinamento atmosferico in Italia. Ascoltiamo le voci di esperti e amministratori pubblici raccolte da Asvis in un video diffuso su youtube.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale
Edizione del 12/05/2022
12 Maggio 2022Ad Alta Velocità del 12/05/2022 | Minori e salute mentale
12 Maggio 2022In 10 anni raddoppiato il numero di minori seguiti nei servizi di neuropsichiatria
12 Maggio 2022
La voce della giornalista palestinese di Al Jazeera Shireen Abu Akleh che è stata uccisa durante il raid israeliano nel campo profughi di Jenin in CisGiordania.
Oggi parliamo di un tema molto delicato e importante. A causa della Pandemia e del suo impatto sulla salute generale della popolazione, il benessere psichico dei minori è diminuito oltre il 10% a livello mondiale, con il raddoppio dei bambini sotto la soglia del disagio, con un aumento di rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine e di impotenza, stress, disturbi del sonno oltre che di patologie anche più severe come disturbi del comportamento alimentare ed autolesionismo.
In Italia i disturbi neuropsichici dell’età evolutiva colpiscono quasi 2 milioni di bambini e ragazzi, tra il 10 e il 20% della popolazione infantile e adolescenziale tra i 0 e i 17 anni, con manifestazioni molto diverse tra loro per tipologia, decorso e prognosi. La loro incidenza è in ascesa, in meno di dieci anni è raddoppiato il numero di bambini e adolescenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
A diffondere questi dati nell’ambito della settimana europea di sensibilizzazione sulla salute mentale e in occasione dei suoi 50 anni è stata ieri la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Ascoltiamo la presidente Elisa Fazzi, direttore unità operativa degli ospedali civili e università di Brescia.
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale
Contrastare insicurezza alimentare e povertà: intervista a Licia Casamassima di Azione Contro la Fame
11 Maggio 2022
“Mai più fame – Dall’emergenza all’autonomia” è il progetto di Azione Contro La Fame per frenare la propagazione di una “pandemia silenziosa” – l’insicurezza alimentare – che mette in ginocchio le famiglie più vulnerabili del Paese. Uomini, donne e bambini che facevano già i conti con la difficile congiuntura economica e che, negli ultimi anni, hanno pure dovuto subire gli effetti del coronavirus sulla propria capacità di generare reddito. Secondo i più recenti dati diffusi dall’Istat, sono 5,6 milioni le persone che vivono una condizione di povertà assoluta in Italia. 1,3 milioni sono bambini.
Ne parliamo con la responsabile programmi di Azione Contro la Fame Licia Casamassima.
Edizione del 11/05/2022
11 Maggio 2022Ad Alta Velocità del 11/05/2022 | Lavoro e stipendi troppo bassi: l’opinione degli italiani
11 Maggio 2022Stipendi troppo bassi e la domanda di salario minimo: i dati della “FragilItalia”
11 Maggio 2022
La voce di Bono vox che con gli U2 si è esibito nella metropolitana di Kiev e canta insieme ai soldati ucraini.
Oggi parliamo di lavoro, più precisamente cosa pensano gli italiani sul rapporto tra domanda e offerta di un posto. Sempre più spesso il dibattito mediatico e social si gonfia di casi in cui le aziende fanno fatica a trovare personale. Alcuni osservatori e opinionisti puntano il dito sulla mancanza di volontà e di sacrifici o al reddito di cittadinanza, ma è proprio così? Il Paese sembra avere idee molto diverse e soprattutto chiare.
Per i due terzi degli italiani la responsabilità è delle imprese che offrono stipendi troppo bassi e fanno un massiccio utilizzo di contratti a tempo determinato. Inoltre pensano che per sostenere la crescita economica e l’occupazione lo Stato dovrebbe definire un salario minimo e incentivare il ritorno delle imprese che hanno delocalizzato. È quanto emerge dal Report “FragilItalia”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos. Ascoltiamo il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti
Ascolta Ad Alta Velocità, rubrica quotidiana a cura di Giuseppe Manzo – giornale radio sociale




