Archivi categoria: Economia

Lotta al caporalato


A Foggia la piattaforma contro lo sfruttamento in agricoltura. Il progetto nasce da una decina di associazioni attive in Capitanata. Il servizio di Giuseppe Manzo. (sonoro)

Contrastare efficacemente il sistema di sfruttamento sul quale si regge l’intera filiera del lavoro agricolo dalla semina alla raccolta grazie ad un’alleanza tra istituzioni e associazioni per raggiungere una effettiva inclusione sociale, abitativa e lavorativa. E’ questa la proposta della Rete delle associazioni operanti nella provincia di Foggia, composta dalle realtà che operano stabilmente sul territorio della Capitanata tra cui Anolf Puglia, A.S.G.I., Caritas FLAI-CGIL e INTERSOS, e che fornisce supporto ai lavoratori e lavoratrici stranieri ivi residenti stabilmente o per periodi di tempo rilevanti negli insediamenti informali. Con il documento “Rompiamo la catena dello sfruttamento lavorativo, liberiamo i diritti” le associazioni hanno provveduto a stendere una piattaforma di lavoro comune indicando prassi e metodologie per superare la “politica dei ghetti”. La piattaforma costituisce una necessaria iniziativa volta a fare emergere la voce dei migranti, prima che delle associazioni ad essa aderenti, troppe volte inascoltata da parte delle istituzioni nella gestione del fenomeno ed a strutturare percorsi di integrazione sociale

Campanella salata


Sta per abbattersi sulle tasche delle famiglie italiane la consueta “stangata” di settembre legata all’acquisto di libri e corredo scolastico. A lanciare l’allarme il Codacons secondo cui per penne, diari, quaderni, zaini, astucci i prezzi al dettaglio, rispetto al 2018, registrano un aumento del 2,5%.

Fanalino di coda


L’Italia non investe abbastanza sulla ricerca scientifica, come se questo non avesse ripercussioni sulla società. A sostenerlo l’astrofisica Mariafelicia De Laurentis, che insieme ai suoi colleghi dell’Event Horizont Telescope, ha fotografato per la prima volta un buco nero. (sonoro)

Falsa partenza


Suona la campanella ma non tutti i bambini e ragazzi avranno a disposizione il materiale per tornare in classe. L’appello arriva dalla Fondazione Somaschi che a Milano e in Lombardia ospita in varie comunità 140 minori in difficoltà. Le necessità riguardano quaderni, astucci, penne, pennarelli, matite colorate.

Lombardia non profit


Depositata una proposta di legge regionale sull’economia sociale. Il servizio è di Giuseppe Manzo. (sonoro)

Sono oltre 9mila le firme raccolte dai promotori – Bio-Distretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo, Cittadinanza Sostenibile, Forum del Terzo settore e Rete di economia sociale – della proposta di legge regionale di iniziativa popolare per il sostegno all’economia sociale e solidale in Lombardia. Le firme, quasi il doppio di quelle richieste per poter presentare un progetto di legge (5mila), sono state depositate questa mattina a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale lombardo. Tra gli obiettivi della proposta c’è il riconoscimento da parte della Regione dei soggetti operanti nell’economia solidale e sociale, come i gruppi di acquisto solidale, le banche del tempo, le organizzazioni operanti nel campo della finanza etica, le comunità di supporto all’agricoltura che hanno un valore sia sociale che economico.

Rigeneriamo comunità


144 gruppi tra gruppi informali e cooperative. Tante sono le realtà pronte a partire dal nord al sud del Paese e che hanno partecipato al bando lanciato all’inizio dell’estate da Legacoop e dal suo fondo mutualistico, Coopfond, con la collaborazione di Banca Etica, la fondazione Finanza Etica e con il supporto di Fon.coop.

Buone trame


Da quasi tre anni ogni sabato decine di donne, italiane e migranti, si incontrano nella sede della Comunità di Sant’Egidio a Trieste per cucire, ricamare e fare a maglia. Un laboratorio che, come un “patchwork”, unisce persone diverse tramite la sartoria.

Mezzogiorno di fuoco


Se l’Italia oggi è ferma e, salvo sorprese, chiuderà l’anno con una crescita modesta (+0,1%), il Meridione invece finirà dritto in recessione. A lanciare l’allarme è la Svimez. Mancano quasi 3 milioni di posti di lavoro per colmare il gap occupazionale col Centro-Nord. Il dramma maggiore è l’emigrazione: oltre 132mila le persone che nel 2017 hanno lasciato il Sud dello Stivale

Cassa comune


Cinque banche e istituti nazionali di promozione europei hanno lanciato a Lussemburgo, un’iniziativa congiunta per l’economia circolare. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo e l’attuazione di progetti e programmi all’interno dell’Unione, puntando a raggiungere almeno 10 miliardi di investimenti nell’arco dei prossimi cinque anni.

Ultima frontiera


Secondo uno studio della Fondazione Leone Moressa l’Italia respinge anche i lavoratori stranieri regolari. Il servizio di Giuseppe Manzo. (sonoro)

In Europa aumentano i lavoratori stranieri regolari. E da noi? Sono state chiuse le porte a migliaia di lavoratori regolari, funzionali alla nostra economia. Dai 350mila permessi di lavoro concessi nel 2010, siamo crollati a meno di 14mila l’anno scorso: oggi siamo gli ultimi in Europa. Il dato arriva da uno studio della fondazione Leone Moressa. Si comincia dall’Italia: nel nostro Paese lo scorso anno i permessi di soggiorno rilasciati sono stati 239mila. Fino al 2010 i nuovi permessi erano oltre 500mila all’anno, per poi subire un drastico calo a partire dal 2011 con la riduzione della portata dei decreti flussi. Tra i 13.877 permessi dell’ultimo anno, ben il 40,5% è costituito da lavoratori stagionali, mentre solo il 10,6% è dato da lavoratori altamente qualificati. “Negli ultimi anni l’immigrazione è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico – conclude lo studio della Moressa – in realtà oggi in Italia arrivano molti meno immigrati rispetto a 10 anni fa.Una chiusura difficilmente compatibile con uno scenario di crescita economica”.