La fase 2 inizia male, solo al suo annuncio a colpo di decreto. Tutti scontenti: parrucchieri, estetisti, medici infettivi, genitori, insegnanti, terzo settore e affetti stabili o congiunti.




Fase 2 e riaperture a singhiozzo. In fabbrica sì, dal parrucchiere no. In famiglia solo per le visite e non per i party ma nella mia, ad esempio, ci sono 8 zii con relativi mariti e mogli, figli e nipoti. La mascherine obbligatoria ma tanto non serve quando camminiamo da soli, dicono i medici.
Sul bus e in metro un massimo di persone con il dilemma: vi ricordate che cos’era il trasporto pubblico in alcune città come Roma e Napoli? Che si fa, tutti in auto? Al parco finalmente si può andare ma non nelle aree per i bambini. Per le messe niente ancora, in fila a posta e alimentari invece sì. Se fai una manifestazione con guanti e mascherina poi finisci in questura: si rileva un bel problema costituzionale.
Ci sono tante domande rispetto alla fase 2 ma ciò che emerge è un grande assente: dove è finito il reddito di emergenza? Al momento dovrebbe esserci il blocco dei licenziamenti e la proroga degli ammortizzatori sociali ma della misura invocata e promessa da esponenti del governo non c’è traccia.
Giuseppe Manzo giornale radio sociale



Era nata in sordina con pochi articoli di stampa. Poi si sono susseguiti gli interventi di magistrati e cariche istituzionali fino ad arrivare al Papa: nell’emergenza Covid-19 e nella Fase 2 arriva la piovra mafiosa.




In un paese martoriato da dieci anni di guerra, incombe lo spettro del contagio del Covid-19.
Amu, Azione per un mondo unito, insieme ad altre organizzazioni, ha lanciato una petizione affinchè, in questa emergenza, venga sospeso l’embargo nei confronti della Siria,
Ne abbiamo parlato con Stefano Comazzi, presidente di Amu