Archivi categoria: Diritti

Patto migrazione, Cnca: fermare la norma che penalizza i giovani migranti


Fermate questa discriminazione – Il Cnca lancia un appello al Parlamento perché non venga approvato l’emendamento al decreto-legge sul Patto europeo migrazione e asilo. Il servizio è di Federica Bartoloni.

Un emendamento al decreto-legge sul Patto europeo migrazione e asilo propone la riduzione dai 21 ai 19 anni per le misure di accompagnamento nell’inserimento nella società dei maggiorenni migranti soli. “Una norma discriminatoria”, tuona il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, che sottolinea come il provvedimento vanificherebbe il lavoro che da anni portano avanti tutti gli attori impegnati nella piena integrazione dei ragazzi migranti aumentando marginalizzazione, sfruttamento e criminalità a discapito di una piena coesione sociale.

Caso Fakir, ASGI chiede una riforma della polizia


Non più rinviabile – Anche ASGI – Associazione studi giuridici sull’immigrazione aderisce all’appello promosso da Studi sulla questione criminale per richiedere al Parlamento, al Governo e ai ministeri competenti, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni, precise riforme della polizia dopo il caso di Fakir a Bologna.

Giustizia minorile, cresce il no al decreto del Governo


Adolescenti nel mirino – Continua a far discutere l’ultimo decreto sicurezza del Governo relativo all’imputabilità dei minori. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Dalle associazioni una voce netta contro l’ultimo disegno di legge che rende più facile processare i minori tra 14 e 18 anni. Per Save the Children, la violenza giovanile non può essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti. “Non esiste alcuna emergenza criminalità minorile” sottolinea Antigone, e l’abbassamento dell’età imputabile rischia di essere la pietra tombale di un’idea di giustizia minorile costruita con fatica”. Sulla stessa linea anche il CNCA che propone non l’impunità, ma una giustizia che richieda al minorenne di prendere coscienza dei propri sbagli, di riparare al danno e ridefinire il proprio progetto di vita.

Giovani e sicurezza, il Forum boccia l’approccio punitivo del Governo


A cosa serve la repressione – “Con il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri il Governo sceglie ancora una volta di rispondere al disagio giovanile con l’approccio punitivo. Dopo ben 7 decreti sulla sicurezza già varati, è evidente che il Governo ha intrapreso una strada fallimentare”. Lo afferma Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore.

Infanzia negata, in Italia cresce il numero dei bambini poveri


Infanzia negata – In Italia 1 bambino su 7 vive in condizioni di povertà assoluta. Nonostante gli sforzi compiuti per affrontarla, il fenomeno è in aumento a causa di salari bassi e crescente costo della vita. È quanto emerge dal memorandum del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che sottolinea la necessità di misure strutturali di contrasto.

I bambini sono oggi la fascia d’età più colpita dalla povertà in Italia: il 13,8% di loro – circa 1 bambino su 7 – vive in condizioni di povertà assoluta. E’ quanto emerge dal memorandum sulla povertà minorile in Italia pubblicato dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty. Questa percentuale, viene osservato, è aumentata negli ultimi anni a causa di salari non adeguati e del crescente costo della vita, che ha particolarmente colpito le famiglie. Il commissario apprezza che la povertà minorile sia riconosciuta dalle autorità italiane come un grave problema e che nel corso degli anni siano stati compiuti notevoli sforzi per affrontarla. Tuttavia, osserva che le misure di contrasto dovrebbero essere notevolmente rafforzate, attraverso un approccio coerente a livello nazionale basato sui diritti umani e incentrato sui bambini. Esorta le autorità a tutti i livelli a dare priorità all’eliminazione della povertà minorile nella loro spesa pubblica. Il commissario evidenzia che riforme strutturali, un’azione coordinata e finanziamenti sostenuti sono necessari per garantire i diritti dei bambini nel Paese. “Per garantire che la prossima generazione possa vivere senza paura né privazioni, indipendentemente dalla famiglia in cui nasce o dalla regione in cui vive, l’Italia dovrebbe sviluppare un approccio globale attuato in modo ben coordinato e sostenuto da finanziamenti costanti”, ha dichiarato O’Flaherty. La situazione della povertà minorile in Italia, viene rilevato, è segnata da notevoli disparità a livello geografico, con una concentrazione particolare nel Sud, nelle zone periferiche e nelle aree urbane svantaggiate. La povertà assoluta è più prevalente nelle famiglie monoparentali e in quelle con tre o più figli, nonché nelle famiglie in cui gli adulti hanno un basso livello di istruzione, appartengono a minoranze o sono cittadini stranieri

A 25 anni dal G8, Amnesty rilancia la richiesta di trasparenza


Basta impunità – 25 anni dopo il G8 di Genova, Amnesty torna a chiedere l’introduzione di codici identificativi alfanumerici visibili per gli agenti impiegati nei servizi di ordine pubblico. Non si tratta – spiega l’associazione – una misura contro le forze di polizia, ma di uno strumento di trasparenza e responsabilità.

Le violazioni dei diritti umani commesse alla scuola Diaz, alla caserma Bolzaneto e nelle strade del capoluogo ligure hanno mostrato quanto sia difficile accertare le responsabilità individuali quando i singoli non possono essere identificati. Da allora, sono stati diversi gli episodi in cui persone vittime di violenze da parte di agenti di polizia non hanno potuto chiedere giustizia perché non è stato possibile identificarli.
Per questo, oggi torniamo a chiedere l’introduzione di codici identificativi alfanumerici visibili per gli agenti impiegati nei servizi di ordine pubblico. Non si tratta di una misura contro le forze di polizia, ma di uno strumento di trasparenza e responsabilità che tutela allo stesso tempo loro e la cittadinanza, facilitando l’accertamento dei fatti in caso di violenze e proteggendo chi agisce correttamente.

Giubileo, polemica sulla chiusura delle strutture per le persone senza fissa dimora


Brutto segnale – Il Movimento Cristiano Lavoratori di Roma critica lo smantellamento delle tensostrutture nate per il Giubileo per accogliere le persone senza fissa dimora, soprattutto in questo periodo di caldo e disagi.  il Giubileo – spiegano – e il suo profondo significato spirituale non possono ridursi a un progetto a termine.