Archivi categoria: Diritti

Disabilità e welfare: al via i percorsi formativi Fish, iscrizioni aperte


Insieme per l’indipendenza – Fino al 30 gennaio è possibile iscriversi ai percorsi formativi della Federazione Fish che offrono strumenti a chi opera nel campo della disabilità e del sociale. Sei i percorsi chiave, pensati per affrontare le transizioni in atto nel sistema di welfare, dalla riforma del Terzo settore al progetto di vita personalizzato.

Board of peace per Gaza, Lotti e Mascia: “Prevalga la legalità”


Prevalga la legalità – L’appello delle associazioni pacifiste contro il Board of Peace voluto da Donald Trump per Gaza. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Il Board of peace voluto da Donald Trump per la gestione della crisi di Gaza è un atto “diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte”. Entrarvi, per il nostro Paese, “costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione”. È quanto sostengono Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi e Marco Mascia, Presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca”, in vista della firma del Board of peace a margine del forum di Davos. “L’Italia e l’Unione Europea – aggiungono – “devono fare quello che non hanno ancora voluto fare: mobilitare tutti i governi disponibili per difendere e rilanciare l’Onu, il diritto e la legalità internazionale”.

Crediti foto: afp

Dopo Crans-Montana controlli sui locali in Italia: Federconsumatori chiede pene severe


Non un passo indietro – Dopo Crans-Montana sequestri di locali notturni in Italia tra cui il Piper per mancato rispetto delle normative sulla sicurezza. Federconsumatori ritiene “inaccettabile che, ancora oggi, la sicurezza dei cittadini possa essere messa a rischio da gestioni superficiali o consapevole inosservanza delle norme” e chiede controlli e sanzioni severe.

Controlli doverosi, che dovrebbero essere effettuati, però, con regolarità e a prescindere dalle situazioni straordinarie. Ma soprattutto dovrebbero essere estesi sistematicamente e su tutto il territorio nazionale.

Come Federconsumatori riteniamo inaccettabile che, ancora oggi, la sicurezza dei cittadini possa essere messa a rischio da gestioni superficiali, incuria o, peggio ancora, consapevole inosservanza delle norme. La sicurezza dei cittadini non è oggetto di compromessi: per questo chiediamo che i controlli, laddove riscontrino gravi irregolarità, siano seguiti da sanzioni severe e immediate. Un’emergenza dal punto di vista della sicurezza che non riguarda, purtroppo, solo i locali notturni, ma anche gli edifici scolastici, sempre più spesso interessati da criticità e crolli. Per questo proponiamo che i proventi di queste sanzioni siano destinati alla ristrutturazione di tali strutture.

Indagine sui giovani: futuro incerto e vulnerabilità emotiva diffusa


Tra futuro e vulnerabilità – Una nuova indagine promossa da Salesiani per il sociale e realizzata da AstraRicerche su un campione di quasi 1.100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni restituisce l’immagine di una generazione in bilico tra il desiderio di futuro e una diffusa vulnerabilità emotiva: solo poco più della metà dei giovani si dichiara soddisfatta di sé, mentre 1 su 2 si sente stressato e sotto pressione.

Dissenso, minori e migranti: proteste per il nuovo pacchetto sicurezza


Un colpo ai diritti – Detenzione dei migranti, pene ai 12enni e attacco al dissenso: proteste per il nuovo pacchetto sicurezza. Ascoltiamo Susanna Marietti, coordinatrice di Antigone.

Il Governo ha annunciato un nuovo pacchetto sicurezza composto da un decreto legge e un disegno di legge che, nel loro insieme, se sommati al precedente decreto sicurezza approvato definitivamente nel giugno scorso, configurano uno dei più gravi attacchi alla libertà di protesta e alle garanzie costituzionali della storia repubblicana recente.

L’Esecutivo torna a intervenire con misure che rafforzano un approccio repressivo e securitario, riducendo in modo sistematico il ruolo del controllo giurisdizionale e comprimendo diritti fondamentali.
Le due proposte, pur diverse per natura e funzione, si muovono nella stessa direzione: trasformare il diritto penale e amministrativo in uno strumento di gestione del consenso e dell’ordine pubblico, mettendo insieme categorie eterogenee – persone migranti, minorenni, attivisti, autori di reati comuni – come se fossero un unico problema di sicurezza.

Nel disegno di legge emerge un marcato inasprimento delle pene, con un evidente stravolgimento del principio di proporzionalità. Per alcuni reati contro il patrimonio, come il furto in abitazione, si arriva a prevedere pene fino a dieci anni di reclusione, equiparabili a quelle previste per delitti di ben altra gravità. Una scelta che segna un arretramento culturale e giuridico profondo. Sempre nel DDL trovano spazio disposizioni rivolte alle persone migranti, tra cui l’ipotesi di blocco navale temporaneo deciso dall’Esecutivo, senza un adeguato controllo giurisdizionale. Una misura che solleva gravi profili di illegittimità costituzionale e di contrasto con il diritto internazionale del mare.

Referendum sul Consiglio Superiore della Magistratura, raccolte 500 mila firme


Mobilitazione popolare – È stato raggiunto l’obiettivo di 500 mila firme per l’indizione del referendum sulla legge di riforma costituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo le Acli è un traguardo che dimostra l’attenzione reale dell’opinione pubblica su una questione che riguarda tutti, mentre Arci ricorda che la raccolta continua per rafforzare le ragioni del no.

Terra dei Fuochi, premiato dall’ AiCS l’impegno di Don Patriciello


Impegno green – Va a Don Patriciello, parroco di Caivano e prete anti-clan, l’ottava edizione del premio AiCS Ambiente. Il riconoscimento dell’Associazione italiana cultura sport va al suo impegno per una legge sulla Terra dei Fuochi e contro gli smaltimenti illeciti dei rifiuti. La consegna del premio domani al liceo Nomentano di Roma.

A don Patriciello, nel dettaglio, va il Premio che AiCS ha dedicato al poliziotto Roberto Mancini, tra le prime forze dell’ordine a occuparsi della Terra dei Fuochi, scomparso nel 2014 a seguito di una malattia del sangue contratta proprio per la vicinanza ai terreni contaminati. A consegnare a don Patriciello il premio saranno la vedova di Roberto, Monica Dobrowolska, e il resto della squadra che affiancò Mancini nelle indagini, tutti parte della commissione che ha assegnato il premio – assieme a Maria Di Buono, vedova di Michele Liguori, anche lui oggi Vittima del Dovere per il suo impegno come tenente dei Vigili Urbani nel pool ambientale all’opera nella Terra dei Fuochi. Al loro fianco, a consegnare il premio, anche i presidenti di AiCS Bruno Molea, e di AiCS Ambiente, Andrea Nesi.

Il premio arriva l’indomani della sentenza con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha stabilito che le autorità italiane mettono a rischio la vita degli abitanti della Terra dei fuochi, l’area campana che si estende tra la provincia di Napoli e l’area sud-occidentale della provincia di Caserta, coinvolta nei decenni scorsi nell’interramento di rifiuti tossici in discariche abusive. La Cedu ha condannato l’Italia che, pur riconoscendo la situazione, non ha preso le dovute misure e ha stabilito che il nostro Paese deve introdurre, senza indugio misure generali in grado di affrontare in modo adeguato il fenomeno dell’inquinamento in questione.

Intelligenza artificiale, al via la consultazione “Tu che ne s-ai?”


Tu che ne s-ai? – Al via una consultazione civica sull’intelligenza artificiale e i diritti dei consumatori. Il servizio di Giovanna Carnevale.

L’intelligenza artificiale è già parte integrante della vita quotidiana, ma i cittadini quanto conoscono davvero questa tecnologia? Quali rischi e benefici percepiscono? Per promuovere un uso più sicuro e trasparente dell’intelligenza artificiale, è nata la consultazione civica “Tu che ne sai”, promossa da diverse associazioni dei consumatori nell’ambito di un progetto sull’alfabetizzazione digitale finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La raccolta di opinioni, preoccupazioni e proposte utili da parte dei cittadini sarà la base di partenza per l’elaborazione di politiche e normative sulla tecnologia capaci di garantire diritti, pluralismo e accessibilità.

Accesso alle cure dopo i 12 anni: sondaggio di Anffas fino al 15 gennaio


Appello a famiglie e caregiver – C’è tempo fino al 15 gennaio per partecipare al sondaggio di Anffas sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni. L’obiettivo, in difesa del diritto alle cure, è raccogliere dati per poi proporre soluzioni alle istituzioni sanitarie e sociosanitarie.

Tutto parte dalle segnalazioni raccolte sui social network, soprattutto nei gruppi frequentati da genitori e caregiver di bambini e ragazzi con disabilità. Racconti diversi, provenienti da territori differenti, ma accomunati da uno stesso schema: percorsi terapeutici che rallentano, si riducono o si interrompono, non perché il bisogno venga meno, ma perché il sistema sembra non essere strutturato per garantire continuità nel tempo.
Il questionario promosso da Anffas rappresenta un passaggio chiave: trasformare esperienze individuali in dati strutturati, analizzabili e confrontabili. Solo così è possibile capire se ci si trovi di fronte a episodi isolati o a una criticità diffusa, legata a prassi organizzative, carenze di risorse o interpretazioni restrittive delle norme. Partecipare al sondaggio significa contribuire a costruire una fotografia reale della situazione, utile non solo a fotografare il problema, ma anche a individuare un punto di partenza concreto per proporre soluzioni alle istituzioni sanitarie e sociosanitarie, a livello nazionale e regionale.
La disabilità cronica non ha una “data di scadenza”.
Come emerso dall’inchiesta di Sanità Informazione, uno dei nodi centrali è l’equivoco sul concetto di “riabilitazione”. Nelle disabilità croniche del neurosviluppo, le terapie non sono un percorso a termine, ma un intervento di mantenimento, necessario per preservare competenze che, senza supporto, possono andare incontro a regressione, soprattutto durante fasi delicate come l’adolescenza. Il rischio, denunciato dalle famiglie, è che il venir meno del sostegno pubblico costringa a rivolgersi al privato, trasformando un diritto alla salute in una prestazione accessibile solo a chi può permettersela.