Episodio gravissimo – Sconcerto del mondo del terzo settore per la morte di Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Ascoltiamo il presidente di Antigone Patrizio Gonnella.

Episodio gravissimo – Sconcerto del mondo del terzo settore per la morte di Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Ascoltiamo il presidente di Antigone Patrizio Gonnella.
Massima attenzione – Dopo il terremoto in Venezuela, il pericolo è ora quello delle malattie infettive. Secondo Medici del Mondo, infatti, il rischio di una emergenza sanitaria è elevato se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.
Quando si concludono le operazioni di ricerca e soccorso dopo un terremoto, inizia un’altra corsa contro il tempo: evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sanitaria. Le migliaia di persone che hanno perso la propria casa e che restano in parchi, rifugi improvvisati o spazi pubblici affrontano un rischio elevato di malattie infettive se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.
“In questo momento, il principale focolaio di trasmissione si trova negli alloggi temporanei o nei campi di accoglienza, dove si registra un’alta densità di persone in spazi ridotti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela.
Dopo un terremoto, la distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua e il sovraffollamento di migliaia di persone favoriscono la comparsa di malattie infettive. In queste condizioni aumentano in particolare le infezioni respiratorie, le malattie diarroiche legate al consumo di acqua contaminata e le infezioni cutanee, come la scabbia o l’impetigine. Inoltre, quando i programmi di vaccinazione o i servizi sanitari vengono interrotti, cresce anche il rischio di focolai di malattie prevenibili, soprattutto tra la popolazione infantile.
L’accesso ad acqua sicura rappresenta uno dei fattori più importanti per prevenire una seconda emergenza. L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per cucinare, mantenere un’adeguata igiene personale ed evitare la diffusione di malattie diarroiche. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, insieme alle difficoltà nella gestione dei servizi igienico-sanitari, crea un contesto favorevole alla comparsa di nuovi focolai.
Secondo l’Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), l’OMS e diverse agenzie umanitarie, dopo un terremoto aumentano in particolare: le malattie diarroiche, associate alla mancanza di acqua potabile, a servizi igienico-sanitari insufficienti e alle cattive condizioni igieniche nei rifugi; le infezioni cutanee, favorite dal sovraffollamento e dalle difficoltà nel mantenere una corretta igiene; personale; il rischio di infezioni respiratorie, soprattutto nei rifugi temporanei con un’elevata concentrazione di persone; il rischio di malattie prevenibili con la vaccinazione, come il morbillo, a causa dell’interruzione dei servizi sanitari e dei programmi di immunizzazione. L’OPS sta rafforzando la sorveglianza epidemiologica proprio per individuare tempestivamente eventuali focolai.
Italia in fumo – Allarmano i dati sugli incendi del nuovo report di Legambiente. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Da gennaio a metà giugno nel nostro Paese è andata in fumo una superficie pari a oltre 13mila campi da calcio. Sono stati 500 gli incendi nelle stagioni ancora a bassa intensità. Il rapporto di Legambiente segnala anche la concentrazione sistematica dei roghi negli stessi luoghi, in particolare Sicilia e Calabria, mentre al nord regioni come il Piemonte stanno diventando ad alto rischio. L’associazione ambientalista pone l’accento sulla prevenzione come unica difesa efficace, ma chiede anche la piena applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi e monitoraggi capillari.
Economia civile – C’è tempo fino al 23 agosto per partecipare al Premio Buone Pratiche di Amministrazione Condivisa, l’iniziativa che valorizza le esperienze di co-programmazione e co-progettazione realizzate tra Enti Locali ed Enti del Terzo Settore.
Il bando è rivolto a Comuni, Città Metropolitane e Province che hanno sviluppato percorsi di amministrazione condivisa nei propri territori.
Sono aperte le candidature per il Premio Buone Pratiche di Amministrazione Condivisa, l’iniziativa che valorizza le esperienze di co-programmazione e co-progettazione realizzate tra Enti Locali ed Enti del Terzo Settore ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore.
Il Premio, promosso nell’ambito dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, è rivolto a Comuni, Unioni di Comuni, Città Metropolitane, Province e a tutte le amministrazioni pubbliche, insieme agli Enti del Terzo Settore che hanno sviluppato percorsi di amministrazione condivisa nei propri territori.
L’iniziativa intende dare visibilità alle esperienze che dimostrano come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e Terzo settore possa generare risposte più efficaci ai bisogni delle comunità, rafforzando la partecipazione civica e promuovendo politiche pubbliche più inclusive e condivise.
L’art. 55 del Codice del Terzo Settore rappresenta infatti uno degli strumenti più innovativi della riforma, riconoscendo agli Enti del Terzo Settore un ruolo attivo nella programmazione e nella progettazione degli interventi di interesse generale. Un modello di amministrazione condivisa che il Forum Terzo Settore promuove da anni come leva fondamentale per costruire un welfare più partecipato, capace di valorizzare competenze, prossimità e corresponsabilità.
Le due esperienze vincitrici riceveranno il titolo di Ambasciatori dell’Amministrazione Condivisa e dell’Economia Civile 2026, potranno utilizzare il riconoscimento nelle proprie attività di comunicazione attraverso un apposito kit digitale e presenteranno la propria buona pratica durante una sessione dedicata del Festival.
Le candidature sono aperte fino alle ore 23.59 del 23 agosto 2026.
Passerella sostenibile – Il Blu carpet del Giffoni Film Festival, in corso in questi giorni in Campania, è realizzato interamente in gomma riciclata da pneumatici fuori uso. Il progetto comprende anche l’arena di Giffoni Sport con un campo da basket 3×3.
Campioni fuori dal campo – Quarta edizione della speciale classifica di VITA sulle iniziative di responsabilità sociale messe in campo dai venti club della Serie A di calcio. Lo Scudetto 2026 è andato alla Juve, seguita da Milan e Verona. Quest’anno focus su tre azioni specifiche in merito a pratiche di diversità e inclusione, sviluppo della pace e della non-violenza e contributo alla comunità locale.
La Juventus bissa il successo dell’anno scorso e pareggia il conto con il Diavolo: dopo quattro edizioni della speciale classifica di VITA sulle iniziative di responsabilità sociale delle squadre di serie A, bianconeri e rossoneri sono due scudetti pari. Roma terza forza, sorpresa Verona. Ma il vero colpo lo mette a segno il club partenopeo che lascia l’ultimo posto e avvia un programma potenzialmente completo: ma c’è ancora tanto da fare. Gli insindacabili verdetti della redazione.
Finora i voti erano basati su cinque parametri, elaborati dalla professoressa Chiara d’Angelo, docente dell’Università Cattolica e che considerano: strutturazione, continuità di intervento, varietà delle iniziative, comunicazione e rendicontazione. Un set utile per comprendere la strategia delle squadre, che quest’anno è stato integrato con nuovi punti di vista: «Accanto a questi parametri di “processo”, relativi al come le squadre organizzano la Csr, assieme alla collega Federica Comazzi, presidente di Sportmeet, abbiamo aggiunto un focus su tre azioni specifiche che ci aiutano a dare uno sguardo sul cosa fanno le squadre in merito a pratiche di diversità e inclusione, sviluppo della pace e della non-violenza e contributo alla comunità locale», spiega D’Angelo.
In questo modo, oltre ai dieci punti in palio delle passate edizioni (due al massimo per ciascuno dei cinque criteri base), ogni squadra poteva ottenere altri sei punti, due per ciascuno dei tre nuovi indicatori. Con la possibilità di superare ampiamente il dieci. Proprio come per i ginnasti o, per rientrare nel rettangolo verde, per i super campioni di questo Mondiale. Per Messi, Haaland, o Mbappé (semifinale a parte, s’intende) non basta nemmeno più la “decade perfetta” dei pitagorici per descriverne le gesta. Prima di raccontarvi come sono andate le squadre, però vi presentiamo il nuovo team che ha reso possibile questo lavoro.
Anche con il nuovo “codice dei punteggi”, il testa a testa per la prima posizione se lo sono contese ancora la Juve e il Milan: i bianconeri con un risicatissimo 0,5 in più si aggiudicano lo Scudetto 2026 proprio grazie a un bonus ottenuto in una delle nuove categorie, quella delle iniziative per la costruzione della pace.
Piove sul bagnato – L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha lanciato un allarme climatico sulla fragile situazione del Venezuela dopo il sisma. Il possibile sviluppo di un forte El Niño, fenomeno climatico periodico che può provocare eventi meteorologici estremi, potrebbe aggravare la situazione delle famiglie sfollate.
Come riferisce il Centro notizie dell’Onu, mentre le operazioni umanitarie stanno progressivamente passando dalla fase di ricerca e soccorso a quella della ripresa, permane una situazione di forte vulnerabilità per le famiglie che hanno perso la casa e faticano ad accedere ai servizi essenziali. “Sebbene siano in corso significativi interventi di risposta, i bisogni umanitari restano considerevoli”, ha dichiarato da Caracas Leah Poggio, capo missione dell’Oim in Venezuela, sottolineando che molte persone vivono ancora nell’incertezza riguardo all’alloggio, all’assistenza sanitaria e alla possibilità di soddisfare le necessità quotidiane. Finora l’Oim ha assistito quasi 7mila persone nei siti di accoglienza, fornendo oltre 10mila interventi tra alloggi temporanei, cure sanitarie, sostegno psicosociale e protezione, mentre circa 20mila persone hanno ricevuto aiuti dal Governo venezuelano e dalle agenzie delle Nazioni Unite. L’eventuale arrivo di un intenso fenomeno di El Niño, con il rischio di siccità o precipitazioni estreme, potrebbe tuttavia complicare ulteriormente la gestione dell’emergenza e rallentare le operazioni di recupero, a partire dalla rimozione delle macerie. Per questo l’Oim ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché continui a sostenere gli interventi di emergenza e di ricostruzione nei prossimi 12 mesi, ricordando che “i bisogni creati dal disastro non scompariranno quando l’attenzione del mondo si sposterà altrove”.
Fragilità sociale – In Italia oltre 2 milioni di ragazzi con meno di 16 anni vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. Il dato è molto più alto al sud e mostra quanto le condizioni di vita dei minori continuino a dipendere dal territorio in cui nascono e crescono. Sono i dati del monitoraggio di Cesvi che ha lanciato una dashboard che rende questi dati consultabili e confrontabili.
A preoccupare non è solo l’esposizione alla fragilità sociale, ma anche la persistenza delle disuguaglianze nella capacità dei territori di prevenire, intercettare e contrastare il maltrattamento all’infanzia. Le forme più diffuse sono la patologia delle cure, la violenza assistita e il maltrattamento psicologico. Dal 2018 al 2026, attraverso sette edizioni dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, la mappa della protezione dei minorenni non si è modificata nella sostanza: le regioni più fragili sono rimaste tali, mentre quelle più attrezzate hanno consolidato il proprio vantaggio.
È quanto emerge dalla nuova Dashboard (cruscotto digitale interattivo) dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, a cura di CESVI consultabile su indiceinfanzia.cesvi.org si tratta del primo strumento digitale interattivo in Italia dedicato a questo tema, che rende navigabili, confrontabili e consultabili i dati raccolti nelle diverse edizioni dell’Indice, trasformando otto anni di ricerca in una risorsa permanente a disposizione di istituzioni, operatori, ricercatori, organizzazioni del Terzo Settore, giornalisti e cittadini.
«Otto anni di monitoraggio ci restituiscono una certezza scomoda: le disuguaglianze nella protezione dell’infanzia in Italia sono strutturali e non si correggono da sole», dichiara Stefano Piziali, Direttore Generale di CESVI. «Con la Dashboard mettiamo a disposizione di amministratori, ricercatori, decisori politici, operatori e giornalisti uno strumento che consente di verificare, confrontare e valutare l’evoluzione della capacità di ciascuna regione di proteggere i propri bambini. Non si tratta più di una fotografia isolata, ma di un film che mostra tendenze, arretramenti e progressi. E la prima lezione che questo film ci consegna è chiara: dove si investe nei servizi territoriali i risultati arrivano, dove si disinveste le disuguaglianze si cronicizzano. Servono politiche continuative di prevenzione, non interventi emergenziali».
Sport di inclusione – A Savignano sul Rubicone, in Romagna, il meeting europeo di PlayInc4Kids. Sentiamo Cosimo Renzi, coordinatore del progetto europeo promosso da AiCS.
Per non dimenticare – Sono passati 25 anni dal G8 di Genova, che Amnesty International ha definito “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” a causa delle violenze indiscriminate, gli abusi di potere istituzionale e le torture subite dai manifestanti. L’organizzazione continua a chiedere verità e giustizia affinché non riaccada mai più.
Nei giorni del vertice, Genova fu attraversata da cortei, manifestazioni e iniziative del movimento cosiddetto “antiglobalizzazione”. Alcune proteste degenerarono in violenze e danneggiamenti, ma la maggior parte delle persone scese in piazza pacificamente.
Già prima del vertice, Amnesty International aveva chiesto alle autorità italiane di garantire la protezione dei manifestanti e di limitare l’uso della forza ai soli casi in cui sarebbe stato davvero necessario e legittimo.
Accadde invece il contrario. Durante le giornate del G8, persone che manifestavano pacificamente e giornalisti subirono aggressioni indiscriminate da parte di agenti di polizia. Alla fine del vertice si contarono centinaia di feriti e un morto: Carlo Giuliani, colpito da un proiettile sparato da un carabiniere in Piazza Alimonda.