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Terremoto nelle Filippine: 3 milioni di studenti restano senza scuola

Aule vuote – Sono circa 6.000 le scuole colpite dal terremoto di magnitudo 7.8 nelle Filippine: fuori dalle aule circa 3 milioni di studenti proprio nel giorno della riapertura dopo la pausa estiva. È il racconto di Save The Children, impegnata sul territorio per garantire supporto e continuità educativa anche dopo un evento come questo.

“Il terremoto di Mindanao – ha dichiarato Faisah Ali, responsabile umanitario di Save the Children Filippine – è arrivato nel giorno della riapertura delle scuole in tutte le Filippine dopo la pausa estiva. Sebbene l’entità completa dei danni non sia ancora nota, i nostri operatori segnalano che il sisma ha distrutto aule e scuole, costringendo alla chiusura delle lezioni in molte zone dell’isola”. “I bambini – ha aggiunto – sono spaventati e le loro vite e il loro percorso di apprendimento sono stati bruscamente interrotti. Stiamo valutando la situazione sul campo, dove Save the Children è già presente, e ci impegneremo a raggiungere i bambini colpiti il prima possibile, per garantire supporto e continuità educativa anche dopo un evento come questo”.

Cittadinanze sospese: il report che denuncia le disuguaglianze nell’accesso ai diritti

Diritti a metà – Oggi a Roma Semìa Fondo delle Donne presenta il report “Cittadinanze sospese”. Il servizio di Anna Monterubbianesi.

Ottant’anni dopo la nascita della Repubblica, la promessa costituzionale di uguaglianza resta incompiuta per molte persone. Lo racconta “Cittadinanze sospese”, il nuovo report di Semìa Fondo delle Donne, presentato oggi alla Casa Internazionale delle Donne di Roma.

La ricerca indaga il divario tra diritti formalmente riconosciuti e possibilità reale di esercitarli.

Dall’accesso all’aborto alle tutele per persone migranti, con disabilità, LGBT o in povertà, il diritto dipende ancora troppo spesso dal territorio, dal reddito e dalle condizioni sociali.

Disabilità, al via la Conferenza ONU sui diritti e l’inclusione

Nuovi traguardi – Al via oggi e fino a giovedì 11 giugno, la diciannovesima Conferenza degli Stati parte della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, cui partecipa anche l’Italia. Al centro dell’evento, il percorso verso il diritto di tutti alla piena cittadinanza, il contrasto alla violenza e agli abusi e gli strumenti per rafforzare i sistemi di cura e supporto.

Alla giornata di apertura dei lavori del 9 giugno, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli interverrà  in seduta plenaria, per affrontare vari punti sul tema del diritto di tutti alla piena cittadinanza, con particolare attenzione alla vita sociale e ricreativa, ma anche alla tutela e alla sicurezza delle persone con disabilità in caso di emergenza.
Il 10 giugno, invece, sono in programma due eventi collaterali organizzati dall’Italia, ossia I talenti sportivi nel Progetto di Vita e Il cambiamento di prospettiva: vedere le potenzialità e non i limiti anche attraverso le attività ricreative e sportive.
Il primo di essi (ore 10), in mattinata, sarà co-sponsorizzato dal Regno Unito e dall’IDA (International Disability Alliance), seguito dal secondo (ore 11.30), co-sponsorizzato anch’esso dall’IDA, insieme alla Lega Araba.
«Quei due appuntamenti – sottolinea Locatelli – serviranno a mettere concretamente in luce l’impegno dell’Italia nella promozione delle attività sociali, relazionali, ricreative, sportive e culturali per tutti, con la presenza e la testimonianza di atleti, lavoratori ed Enti del Terzo settore. Dobbiamo infatti impegnarci sempre di più per valorizzare capacità e talenti, puntare sulle potenzialità di ogni persona e non fermarci ai limiti».

Nella giornata dell’11 giugno, infine, Locatelli parteciperà a un evento collaterale organizzato dalla Lega Araba sul tema: Resilient and inclusive societies: regional action to protect and empower persons with disabilities towards national implementation of the CRPD and enhanced civic engagement (“Società resilienti e inclusive: azioni locali per proteggere e responsabilizzare le persone con disabilità in vista dell’attuazione a livello nazionale della Convenzione ONU e di un maggiore coinvolgimento civico”).
A margine dei lavori della Conferenza sono previsti altresì vari incontri bilaterali tra esponenti istituzionali di diversi Paesi impegnati sul fronte dei diritti delle persone con disabilità.

Piccoli Comuni, premiati i borghi che sfidano lo spopolamento

Rigenerazione demografica – Giovedì a Roma la consegna del premio “Comune Vivo”, promosso da Fondazione con il Sud e ANCI e dedicato ai piccoli Comuni italiani che stanno invertendo la rotta dello spopolamento. Un’importante occasione di confronto sul tema con particolare attenzione al ruolo della collaborazione tra istituzioni pubbliche e Terzo Settore.

Interverranno Stefano Consiglio, presidente di Fondazione con il Sud, Maria Luisa Forte, vice presidente ANCI con delega al Mezzogiorno e politiche per la coesione territoriale, Donatella Monteverdi, Assessore comunale alla cultura Comune di Catanzaro, Cristina Alga, direttrice Ecomuseo urbano Mare memoria viva, Fabrizio Minnella, responsabile comunicazione di Fondazione con il Sud e Alessia Zabatino, esperta di sviluppo locale e referente per il bando “Riabitare il Sud” promosso dalla Fondazione con il Sud.

Premio Strega, una sestina che racconta le fragilità del presente

Premio Strega – Una finale tra letteratura e fragilità del presente: il servizio di Patrizia Cupo.

Non solo classifica al Premio Strega 2026. La sestina degli 80 anni, guidata da Michele Mari con I convitati di pietra, racconta anche le fragilità del presente: famiglie, identità femminili, precarietà emotiva, memoria e piccoli editori. In finale anche Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore, Bianca Pitzorno con La sonnambula, Teresa Ciabatti con Donnaregina, Alcide Pierantozzi con Lo sbilico ed Elena Rui con Vedove di Camus. L’8 luglio la finale in Campidoglio.

WNBA, stipendi triplicati e più tutele per le atlete madri

Mamme a canestro – La Wnba, la versione femminile del campionato di basket americano, ha elaborato un piano decisivo per la riduzione del gender gap, che prevede stipendi triplicati e tutele per la maternità. Il nuovo contratto collettivo avrà una durata di otto anni.

Stipendi triplicati e tutele per la maternità. La Wnba, ovvero la versione al femminile del campionato di basket americano (Nba), segna un canestro forse decisivo per la corsa alla riduzione del gender gap nello sport. Il nuovo contratto collettivo, durata otto anni, sottoscritto dalla Lega e dal sindacato delle atlete determina un notevole passo per i salari, con un tetto massimo per i contratti (215 mila dollari), ovvero l’83% in più rispetto alla passata stagione. Il compenso medio si aggirerà intorno ai 100 mila dollari, per alcune delle cestiste – le più famose e mediatiche -, con i bonus ci potrebbe essere un incasso complessivo da 500 mila dollari annui. Certo, si è parecchio distanti dal contratto più oneroso della Nba, che spetta a Steph Curry, fenomeno dei Golden State Warriors (40,2 milioni di dollari per la stagione in corso) ma per la prima volta i salari sono commisurati alle entrate della Wnba.

MA E’ SOPRATTUTTO il pacchetto di benefit per le atlete, partendo dalla maternità, che potrebbe marcare la differenza nella battaglia per la parità tra sport maschile e femminile. Secondo l’accordo, per le cestiste in dolce attesa il congedo prevede la corrispensione di uno stipendio intero,  un sussidio di assistenza (intorno ai cinquemila dollari) e pure uno spazio all’interno dei palazzetti dello sport americani per l’allattamento. Mentre le veterane della Wnba potranno chiedere un rimborso fino a 60 mila dollari per i costi di un’eventuale adozione, maternità surrogata o trattamento per la fertilità. Altre condizioni contrattuali danno il diritto alle atlete – mamme di ricevere una casa con due camere da letto e una singola per le gare in trasferta, oltre ad assistenza medica e psicologica in caso di violenza domestica e pure uno psicologo e un nutrizionista. Insomma, una rivoluzione per lo sport femminile e i primi significativi risultati di una battaglia che ha toccato il calcio e altre discipline.

LA NAZIONALE femminile di calcio statunitense, da decenni una delle più competitive al mondo tra titoli olimpici e mondiali, ha minacciato più volte lo sciopero per la parità salariale con i colleghi, imitate dalle colleghe spagnole. Nel tennis si è schierata per la tutela delle mamme – atlete Serena Williams, mentre in Italia è ancora lunga la strada verso il professionismo (e quindi salari adeguati e tutele), con l’emendamento alla legge di Bilancio approvato lo scorso 11 dicembre che ha trovato tiepide sia Coni che federazioni sportive.

Braccianti uccisi, le Acli chiedono responsabilità e giustizia

Verità, giustizia e responsabilità– È quello che chiedono le Acli dopo la barbara uccisione dei braccianti di Amendolara. “Queste morti – dice il presidente Emiliano Manfredonia – interrogano profondamente il Paese e chiamano in causa la responsabilità collettiva di contrastare ogni forma di sfruttamento, marginalizzazione e disumanizzazione”.

«Questa tragedia – dichiara Gianluca Mastrovito, delegato nazionale ACLI alle Politiche dell’Immigrazione e dell’Accoglienza – impone una riflessione profonda sul modo in cui il nostro Paese guarda alle migrazioni e sul crescente processo di invisibilizzazione delle persone migranti e dei loro diritti. Troppo spesso uomini e donne vengono percepiti esclusivamente come forza lavoro, numeri o problemi da gestire o categorie astratte, mentre vengono oscurate le loro storie, le loro aspirazioni e la loro dignità. Quando una persona diventa invisibile agli occhi della società, diventano invisibili anche i suoi diritti, le condizioni in cui vive e lavora, le ingiustizie che subisce. È in questo spazio di indifferenza che trovano terreno fertile sfruttamento, violenza e sopraffazione. Nessuno dovrebbe essere condannato all’invisibilità sociale o all’indifferenza».
Le ACLI ribadiscono il proprio impegno per una società fondata sull’accoglienza, sulla giustizia sociale e sulla piena tutela dei diritti umani, nella convinzione che la sicurezza, la legalità e la coesione sociale si costruiscano attraverso il riconoscimento della dignità di ogni persona e la promozione di un lavoro libero, regolare e sicuro.
Di fronte a quanto accaduto ad Amendolara, il silenzio non è possibile. È il momento della responsabilità, della vicinanza alle famiglie delle vittime e di una rinnovata assunzione di impegno da parte delle istituzioni, del mondo del lavoro, del terzo settore e dell’intera società civile.

Welfare, Legacoopsociali: più valore e riconoscimento al lavoro sociale

E ora il welfare – Il presidente nazionale di Legacoopsociali Massimo Ascari si dice soddisfatto per la pubblicazione del testo sulle Linee Guida per la revisione prezzi ordinaria. “Si apre – dice – una nuova stagione nella quale il lavoro riassume il valore che merita in un momento in cui è necessario riassegnare il giusto riconoscimento al lavoro sociale”.

“Il Codice non era modificabile, ma siamo riusciti a ottenere la possibilità di contribuire alla definizione delle linee guida applicative», continua il presidente di Legacoopsociali. “Nel testo pubblicato, le linee guida hanno mantenuto la revisione straordinaria nei termini previsti dalla legge, ma hanno valorizzato e chiarito il ruolo della cosiddetta revisione ordinaria”.
Per Legacoopsociali e per la Consulta dei Servizi, “è importante l’impostazione che distingue tra revisione straordinaria e revisione ordinaria, riconoscendo a quest’ultima una funzione essenziale nei contratti continuativi, periodici e ripetuti nel tempo. È una cornice utile per servizi indispensabili al funzionamento quotidiano del Paese: pulizie e sanificazioni, ristorazione collettiva, servizi ambientali e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, sterilizzazione e gestione dei dispositivi medici, facility management e altre attività essenziali svolte ogni giorno in ospedali, scuole, uffici pubblici, aziende e strutture collettive”.