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Forum Terzo Settore: “Si vince solo con la pace e il diritto”

Si vince solo con la pace e il diritto – Oggi a Roma l’iniziativa nell’ambito dell’Assemblea del Forum del Terzo Settore, per analizzare lo scenario internazionale e il ruolo del Terzo settore di fronte ai conflitti, alle disuguaglianze e alle crisi internazionali.

La seconda parte della mattinata sarà dedicata al tema “Si vince solo con la pace e il diritto”, un momento di approfondimento sul ruolo del Terzo settore di fronte ai conflitti, alle disuguaglianze e alle crisi internazionali. Ad aprire i lavori sarà Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo. Seguirà un dialogo tra Paolo Foschini, giornalista di Corriere della Sera – Buone Notizie e Pasquale Ferrara, Ambasciatore e Docente di Diplomazia all’Università Luiss Guido Carli.

La tavola rotonda conclusiva metterà al centro il contributo del Terzo settore nella promozione della pace, della cooperazione internazionale e della tutela dei diritti, con gli interventi di Stefano Tassinari, Paola Berbeglia, Francesco Vignarca e Giancarlo Moretti, insieme alle testimonianze di operatrici e operatori impegnati nei territori di conflitto, dal Libano all’Ucraina.

Riprendiamoci il 2 giugno: l’iniziativa di Sbilanciamoci e Rete Pace e Disarmo

Riprendiamoci il 2 giugno – Sbilanciamoci e Rete Italiana Pace e Disarmo lanciano un appello per celebrare la repubblica della pace, del lavoro, dei diritti e dell’ambiente. Ascoltiamo Alfio Nicotra di rete pace e disarmo.

l 30 maggio, in vista delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana del 2 giugno, l’Italia pacifista e non violenta si dà appuntamento a Roma alle 9 per una pedalata da Piazza Vittorio a Porta San Paolo. Una manifestazione in bicicletta organizzata da Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo con il sostegno della Cgil, per festeggiare la Repubblica della pace, del lavoro, dei diritti e dell’ambiente.

Da Piazza Vittorio il corteo farà tappa all’ospedale San Giovanni per sottolineare che la salute non è un lusso ma un diritto. Da qui si proseguirà prima verso Spin Time, palazzo situato nel cuore del quartiere Esquilino per sostenere chi lotta per l’inclusione e il diritto alla casa, poi in direzione della Torre dei Conti, dove nel novembre del 2025 crollò il monumento uccidendo un operaio. Successivamente ci sarà una sosta alla sede della Fao per dire basta al colonialismo, alle guerre, alle gravissime diseguaglianze che dividono i Paesi ricchi e i Paesi in via di sviluppo. Ultima tappa a Porta San Paolo dove si svolse la prima battaglia antifascista contro l’occupazione nazista della città.

A pedalare per festeggiare i primi ottant’anni della Repubblica italiana ci saranno attori e scrittori. Tra questi Ascanio Celestini, Giuseppe Cederma, Maria Lomurno, Lorenzo Gioielli. Insieme a loro la staffetta partigiana Luciana Romoli, dirigenti della Cgil, dell’Anpi, delle associazioni e organizzazioni sociali.

Papa Leone XIV, Acli: “Serve ritrovare il senso del noi”

Sguardo sul presente – «C’è un passaggio dell’enciclica Magnifica humanitas che ci ha colpito particolarmente: il richiamo a un mondo che sembra aver smarrito la grammatica del “noi”». Lo dice Emiliano Manfredonia, presidente nazionale Acli, commentando la prima enciclica di papa Leone XIV. «È un’immagine potente – spiega – che parla direttamente alla qualità della nostra convivenza democratica».

«C’è un passaggio dell’enciclica Magnifica humanitas che ci ha colpito particolarmente: il richiamo a un mondo che sembra aver smarrito la grammatica del “noi”. È un’immagine potente, che va ben oltre il perimetro religioso e che parla direttamente alla qualità della nostra convivenza democratica, al modo in cui immaginiamo il futuro delle relazioni internazionali, dell’economia e della tecnologia». Così Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI, ha commentato alcuni dei temi centrali della prima enciclica di papa Leone XIV presentata oggi.
«Il Papa descrive con grande lucidità una fase storica segnata dalla crisi del multilateralismo e dalla difficoltà crescente di riconoscersi dentro un destino comune. Le istituzioni internazionali nate per custodire la pace e il bene comune globale appaiono oggi più fragili, non tanto perché manchino strumenti o competenze, quanto perché si è indebolita la volontà condivisa di costruire cooperazione e fiducia. Allo stesso tempo l’enciclica richiama l’attenzione su un tema che riguarda sempre più da vicino la vita delle persone: la concentrazione del potere tecnologico. Oggi dati, piattaforme e capacità di calcolo sono nelle mani di pochi soggetti privati che, di fatto, influenzano accesso, partecipazione, visibilità e perfino le forme del lavoro. È una questione che interpella la democrazia e la giustizia sociale. Quando la tecnologia diventa opaca, incontestabile o monopolistica, il rischio è che produca nuove dipendenze invece di ampliare gli spazi di libertà».
Secondo il presidente delle ACLI, «molto significativo è anche il passaggio in cui papa Leone XIV invita a “disarmare l’intelligenza artificiale”. Non è un rifiuto dell’innovazione, né una posizione nostalgica o difensiva. È piuttosto un invito a sottrarre lo sviluppo tecnologico alla logica della competizione permanente, sia essa  militare, economica o culturale, per restituirlo a una prospettiva umana, etica e realmente condivisa. Come ACLI sentiamo che queste parole ci interrogano profondamente. Ci ricordano che il nostro compito non è soltanto quello di rispondere ai bisogni sociali, ma anche di contribuire a tenere aperto lo spazio pubblico, difendere la dignità del lavoro, promuovere una cittadinanza digitale inclusiva e costruire legami dove troppo spesso prevalgono divisioni e chiusure. L’enciclica di papa Leone XIV ci invita, in fondo, ad abitare meglio il nostro tempo. Ed è una responsabilità che vogliamo continuare ad assumerci».

Crediti foto: Acli.it

A Roma il Congresso AGCI sulla cooperazione sociale

Confronto aperto – Oggi a Roma si apre il Congresso di AGCI Imprese Sociali, il settore sociale dell’Associazione Generale Cooperative Italiane. Tema dell’iniziativa è “Scenario attuale ed evoluzioni in corso: il ruolo della cooperazione sociale”, per riflettere insieme sulle trasformazioni della società.

“Scenario attuale ed evoluzioni in corso: il ruolo della cooperazione sociale”. Questo il titolo del Congresso del settore sociale di AGCI – Associazione Generale Cooperative Italiane che si terrà a Roma, mercoledì 27 maggio presso Palazzo Merulana, in via Merulana 121.

Previsti gli interventi di Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, di Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Lucia Albano, sottosegretario al MEF, il saluto dell’assessore all’Inclusione sociale della Regione Lazio Massimiliano Maselli, di altri importanti esponenti del mondo della politica, Come dell’economia, del terzo settore e della cooperazione,

Interverranno tra gli altri i parlamentari Marco Scurria, Silvio Lai, il presidente  Confcooperative – Federsolidarietà Stefano Granata, e di Legacoopsociali Massimo Ascari e, nella Tavola rotonda “L’economia sociale tra sfide globali e risposte locali”, i parlamentari Cristina Almici, Marco Furfaro, Marco Lombardo, Maria Chiara Gadda, moderati dalla giornalista Rai Simona Rolandi, e vedrà le conclusioni del presidente nazionale di AGCI, Massimo Mota.

Il Congresso nazionale di AGCI Imprese Sociali si apre in un tempo non ordinario. Si apre in una fase nella quale il welfare non è più soltanto una politica pubblica tra le altre, ma è diventato una delle grandi questioni democratiche del nostro Paese.

Perché una democrazia non si misura solo dalla forza delle sue istituzioni, dalla qualità delle sue leggi o dalla libertà formale dei suoi cittadini. Una democrazia si misura anche dalla capacità di rendere effettivi i diritti nella vita quotidiana delle persone: nel diritto di un anziano non autosufficiente a essere assistito con dignità; nel diritto di una bambina e di un bambino ad accedere a servizi educativi di qualità; nella possibilità di una persona con disabilità di costruire autonomia; nel sostegno a una famiglia fragile; nella capacità di un territorio di non lasciare indietro nessuno.

Viviamo un tempo attraversato da trasformazioni profonde: l’invecchiamento della popolazione, la non autosufficienza, la povertà educativa, le disuguaglianze territoriali, la solitudine, le nuove marginalità, la difficoltà crescente di accesso ai servizi. Non siamo davanti a fenomeni passeggeri. Siamo dentro una trasformazione strutturale della società italiana. E su questo rifletterà il Congresso

Cinema e giovani: Ponticelli si racconta attraverso gli occhi dei ragazzi

Raccontare Ponticelli – Il quartiere di Napoli si racconta attraverso gli occhi dei ragazzi e il linguaggio del cinema: il servizio di Patrizia Cupo.

A Napoli cinque cortometraggi raccontano Ponticelli con lo sguardo dei più giovani. Si è chiuso all’Istituto “Sannino De Cillis”, il progetto “Raccontare Ponticelli” di Arci Movie, promosso dal Comune nell’ambito di “Cultura, che classe!”. Studentesse e studenti di cinque scuole hanno filmato il quartiere tra memoria, disagio, bellezza nascosta e voglia di riscatto, accompagnati da filmmaker ed educatori. Testimonial del percorso l’attore Patrizio Rispo. Un modo per usare il cinema come linguaggio di cittadinanza e immaginazione.

Economia circolare e sport: a Bologna il riuso sportivo diventa inclusione sociale

Riuso sociale – Rigenera Sport è la realtà bolognese che applica i principi di economia circolare al mondo dello sport per renderlo accessibile a tutti. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera, nelle mani giuste si trasformano in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale.

Una maglia da calcio dimenticata in uno spogliatoio, un paio di scarpe da running finite in fondo a un armadio, una racchetta che non si usa più. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera. Ma che, nelle mani giuste, possono trasformarsi in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale. È l’idea alla base di Rigenera Sport Ets, realtà bolognese che applica i principi dell’economia circolare al mondo dello sport, con un obiettivo chiaro: rendere lo sport accessibile, sostenibile e solidale.

Il funzionamento è semplice: recuperare abbigliamento e attrezzature sportive in buone condizioni e rimetterle in circolo, evitando sprechi e offrendo nuove opportunità. Solo donazioni, scambi e solidarietà verso chi non può permettersi di fare sport e che, grazie al materiale e alle attrezzature ricevute, può iniziare a praticarlo. Alla base c’è un modello organizzato, fatto di volontari, referenti territoriali e una filiera corta che permette di redistribuire sullo stesso territorio in cui si raccoglie.

Come si struttura Rigenera Sport
La rete di Rigenera Sport coinvolge scuole, associazione sportive, aziende e famiglie. I contenitori bianchi con il logo dell’associazione raccolgono ogni settimana maglie, scarpe, palloni, zaini, felpe, casacche, attrezzature da palestra. Il materiale viene selezionato e consegnato ad associazioni, case famiglia, cooperative sociali, centri per minori, strutture carcerarie. Una rete di partner donatori e beneficiari che cresce costantemente e che permette di rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni del territorio.

Accanto alla raccolta stabile, Rigenera Sport sta sviluppando il progetto Swap party Sportivo, l’evento di scambio gratuito che trasforma il riuso in un gesto collettivo. Qui studenti, famiglie e sportivi portano ciò che non usano di abbigliamento o attrezzatura sportiva e prendono in cambio ciò di cui hanno bisogno. «Non è solo un momento di raccolta – ha spiegato il presidente di Rigenera Sport Ets Renato Sebastianelli -. E’ un laboratorio di educazione civica, ambientale e solidale, dove si impara che la sostenibilità non è teoria, ma un’abitudine quotidiana. Un presidio replicabile più volte all’anno, capace di generare comunità e consapevolezza».

La sostenibilità ambientale
L’impatto ambientale è tutt’altro che marginale. Ogni capo riutilizzato evita la produzione di un nuovo articolo e quindi chilogrammi di CO2: una maglia sportiva vale circa 9 kg di emissioni risparmiate, una felpa 10 kg, un paio di scarpe oltre 12 kg. Numeri piccoli se presi singolarmente, ma enormi se moltiplicati per centinaia di pezzi recuperati ogni mese. A questo si aggiunge la riduzione dei rifiuti e del consumo di materie prime, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare rappresentati anche dalla nota Agenda 2030.

“Lo sport unisce, anche nel riuso” è uno degli slogan dell’associazione, e sintetizza bene la filosofia del progetto. Non si tratta solo di attrezzature, ma di opportunità di crescita, inclusione e benessere.

Alcuni sportivi hanno scelto di sostenere l’iniziativa donando del materiale: tra loro Carlton Myers e Lucia Bronzetti.

«Il nostro sogno di Rigenera Sport è semplice – ha dichiarato Sebastianelli -. Rendere naturale il riuso nello sport, soprattutto nelle scuole, con l’obiettivo di trasformare quella che oggi è un’eccezione in una pratica diffusa, capace di ridurre rifiuti, abbattere emissioni e creare comunità».

Crediti foto: Pagina FB Rigenera Sport

Ebola in Congo: disinformazione e paura frenano le cure

Allarme fake news – Mentre gli operatori sanitari e le autorità locali in Congo combattono per contenere la diffusione del virus Ebola, ActionAid racconta come leggende e disinformazione sulla malattia stiano ostacolando la risposta all’emergenza. Paura, stigma e disinformazione continuano ad alimentare comportamenti rischiosi e a ritardare il ricorso alle cure.

Secondo una rapida valutazione dei bisogni condotta da ActionAid RDC in tre zone sanitarie dell’Ituri, la disinformazione e il negazionismo rimangono diffusi. Solo il 34% degli intervistati è stato in grado di identificare correttamente almeno tre modalità di trasmissione dell’Ebola, mentre solo il 64% ritiene che l’Ebola sia reale e non legato a cause spirituali o mistiche. Paura, stigma e disinformazione continuano ad alimentare comportamenti rischiosi e a ritardare il ricorso alle cure.
Ngone Ngobba Jean Claude, un abitante di Lita, ha dichiarato ad ActionAid: “Nella comunità, le persone non riescono a credere a questa malattia. Alcuni la definiscono una malattia satanica, mentre altri pensano che sia stata inventata per fare soldi. Altri ancora sostengono che i medici mentono, mentre c’è chi crede che bere alcolici molto forti renda immuni [dal contagio].”
L’insufficiente sensibilizzazione a livello comunitario ha inoltre generato paranoia tra alcune persone. Aime Lotsove, donna di Lita e membro di un gruppo femminile, ha affermato: “Qui circolano molte voci sulle malattie. Alcuni dicono che l’Ebola non esiste, altri che sia stato creato artificialmente. Credo che ciò che possiamo fare per noi stessi sia impedire che questa malattia arrivi nel nostro quartiere, perché una cura non è ancora facile da trovare, ma la prevenzione è sempre migliore.” Isaac, insegnante della scuola primaria Nyama, ha dichiarato: “Qui, psicologicamente, siamo molto colpiti, molto inquieti, perché appena qualcuno ha mal di testa pensiamo subito che possa trattarsi del virus Ebola. Ovunque ci sentiamo a disagio, sia nelle nostre famiglie che nella comunità. La paura regna ovunque.”
Per affrontare l’attuale epidemia è necessaria una risposta rapida e coordinata, fondata su un’individuazione tempestiva dei casi e sul coinvolgimento delle comunità, per contrastare leggende e disinformazione particolarmente diffuse in alcune aree colpite. “Non stiamo combattendo soltanto contro un virus mortale: stiamo combattendo contro falsi miti, paura e una profonda diffidenza,” dichiara Saani Yakubu, Direttore Paese di ActionAid RDC. “Stiamo lavorando intensamente per organizzare sessioni di sensibilizzazione nelle comunità al fine di sfatare le errate credenze diffuse e la disinformazione da queste generate. Questi incontri servono ad aiutare le persone a comprendere meglio i rischi, ridurre paure e false informazioni, e incoraggiare comportamenti protettivi in linea con le linee guida fornite.”

Crediti foto: FP

Sole 24 Ore, nuovi dati: Nord avanti, il Sud resta indietro

Qualità della vita – I nuovi dati del Sole 24 Ore raccontano come si vive nelle città italiane. Il servizio di Anna Monterubbianesi.

Secondo l’indagine 2026 del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per bambini, giovani e anziani, il benessere nei territori italiani dipende sempre più da servizi di prossimità e reti sociali. In testa alle classifiche: Firenze per i bambini, Bolzano per i giovani, Trieste per over 65. Forti i divari territoriali con il Sud che occupa gran parte delle ultime posizioni, soprattutto per lavoro e servizi, mentre cresce la crisi demografica con anziani in aumento. Tra i segnali positivi, diminuisce la disoccupazione giovanile; preoccupano però gli affitti elevati, il peggioramento delle competenze scolastiche e la crescita del disagio psicologico.

Crediti foto: FP

DDL caccia, Legambiente: meno tutele e più rischi

Di male in peggio – Mentre al Senato si discute il DDL caccia, Legambiente lancia l’allarme: questo disegno di legge indebolisce ulteriormente le tutele della fauna selvatica e aumenta il rischio per l’incolumità delle persone, con più armi nei territori e meno giorni e spazi sicuri per vivere la natura, camminare, fare escursioni e attività all’aria aperta.

Ogni primavera milioni di uccelli migratori attraversano continenti, mari e tempeste per tornare a nidificare. È uno dei momenti più delicati della loro vita: quello da cui dipende la sopravvivenza delle specie.
Eppure il DDL 1552, oggi in discussione al Senato, vuole indebolire ulteriormente le tutele della fauna selvatica, eliminando le uniche due giornate settimanali di silenzio venatorio, estendendo la caccia oltre il tramonto, consentendo l’attività venatoria durante la migrazione pre-riproduttiva e ampliando significativamente l’elenco delle specie cacciabili.
A rischio ci sono moltissime specie migratrici, tra cui alzavole, codoni, moriglioni, pavoncelle, tordi sasselli e beccacce. Ma non solo.
Il DDL aumenta anche il rischio per l’incolumità delle persone, con più armi nei territori e meno giorni e spazi sicuri per vivere la natura, camminare, fare escursioni e attività all’aria aperta.
Inoltre, i richiami vivi  (piccoli uccelli detenuti in gabbia per attirarne altri durante la caccia) verrebbero sottratti al regime di tutela della fauna selvatica, favorendo uno dei principali business illegali legati al bracconaggio.

Crediti foto: FP